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Botta e risposta

Polemica stadio: "L'Inter c'era prima di Sala e ci sarà anche dopo di lui"

Il sindaco Sala: "Finché in particolare l’Inter non chiarirà il suo destino per noi le cose devono essere necessariamente ferme".

Polemica stadio: "L'Inter c'era prima di Sala e ci sarà anche dopo di lui"
Politica Milano, 19 Marzo 2021 ore 09:54

Affondo diretto da parte della società calcistica di Corso Vittorio Emanuele a seguito delle dichiarazioni rilasciate in mattinata dal sindaco di Milano, Beppe Sala, il quale aveva sottolineato che finché non sarà chiarito il futuro dirigenziale dell'Inter, sul progetto nuovo stadio le acque rimarranno necessariamente ferme. Questo il comunicato interista:

"FC Internazionale Milano ha una storia gloriosa ultracentenaria. Esisteva prima del Sindaco Sala e continuerà ad esistere anche al termine del suo mandato. Troviamo le dichiarazioni del Sindaco di Milano offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo".

Il sindaco Sala blocca il progetto nuovo stadio

LE DICHIARAZIONI DI SALA:

(Fonte: Mia News)

A margine della commemorazione per ricordare le vittime del Covid in piazza della Scala, il sindaco di Milano, Beppe Sala, è stato chiaro e conciso sulla situazione riguardante il nuovo progetto dello stadio nel capoluogo lombardo. Per il primo cittadino milanese, fino a che non il futuro dell'Inter non sarà definito e stabile, non sarà possibile dare il via alla realizzazione di eventuali piani di lavoro:

"Penso che finché in particolare l’Inter non chiarirà il suo destino per noi le cose devono essere necessariamente ferme. Il punto è, e lo voglio dire con chiarezza ai milanesi, che non stiamo parlando solo dello stadio ma stiamo parlando di un progetto in cui la metà dell’investimento è sullo stadio e la metà è su altre cose che portano a comporre il futuro di quell’area. Questo vorrà dire che ci saranno presumo cinque o sei anni di lavoro. Io non è che posso affidare un quartiere della città per un così lungo periodo a realtà di cui non è certa la proprietà futura. Parlo con rispetto di Zhang però devono necessariamente chiarire il futuro della società, fino ad allora credo che sia logico fermarsi".

"L'Inter c'era prima di Sala e ci sarà anche dopo di lui"

La risposta della società neroazzurra non si è fatta attendere e anzi è stata più diretta che mai. Parole forti quelle con cui il comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale dell'Inter ha tenuto a sottolineare come le dichiarazioni pubbliche del primo cittadino di Milano siano state offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e verso i suoi milioni di tifosi:

"FC Internazionale Milano - afferma il club interista - ha una storia gloriosa ultracentenaria. Esisteva prima del Sindaco Sala e continuerà ad esistere anche al termine del suo mandato. Troviamo le dichiarazioni del Sindaco di Milano offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo nonché irrilevanti rispetto all’attuale iter amministrativo del progetto 'Un Nuovo Stadio per Milano'. Se dovesse essere confermato che l’Inter e la Proprietà non sono gradite all’attuale amministrazione, sapremo prendere le decisioni conseguenti".

Un'altra gatta da pelare per la società di Corso Vittorio Emanuele, dopo che, nel corso della giornata di ieri, Ats Milano, a seguito della positività al Covid-19 di quattro calciatori neroazzurri, ha disposto il rinvio della partita Inter-Sassuolo in programma nella serata di sabato 20 marzo 2021.

Reazioni politiche

LEGA:

Tante le reazioni politiche susseguitesi nel corso della giornata di ieri, giovedì 18 marzo 2021. Le dichiarazioni del sindaco Beppe Sala sul progetto nuovo stadio non sono passate inosservate e anzi hanno prodotto pareri contrastanti. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, i dubbi sulla realizzazione del futuro impianto non ci sono:

"Con noi lo stadio si fa - afferma il segretario leghista - Stiamo parlando di 1 miliardo e 200 milioni di investimenti e della riqualificazione di un intero quartiere e di migliaia di posti di lavoro, prima parte meglio è. Il partito del no per me non ha mai avuto senso e lo ha ancor meno ora, anche se la vera questione oggi sono i problemi economici delle due società".

Anche il commissario provinciale di Milano della Lega, Stefano Bolognini, si allinea alle pensiero di Salvini:

"Abbiamo appreso dalla stampa che il Sindaco Sala intende fermare il progetto del nuovo stadio di San Siro. Si tratta di un’idea davvero assurda. Il progetto, che si basa su interventi interamente privati per 1,2 miliardi di euro, non prevede soltanto la realizzazione del nuovo stadio, ma una riqualificazione dell’intera zona, con opere e interventi che andranno a migliorare decisamente la qualità della vita e a creare un indotto positivo nei quartieri circostanti, come avvenuto per CityLife e Piazza Gae Aulenti. Sono tutti interventi privati che, in un momento di crisi, creeranno posti di lavoro non soltanto durante, ma anche al termine dei lavori, in particolare nelle attività commerciali che lì apriranno. Un’area che oggi, intorno allo stadio, è oggettivamente poco valorizzata troverà con questo progetto nuova linfa. Per queste ragioni, fermare tutto per un anno è assolutamente folle. Soprattutto in un periodo come questo – prosegue Bolognini –, il pubblico, nel pieno rispetto delle norme, dovrebbe incentivare e favorire interventi come questo e non rallentarli. Se Inter e Milan vogliono investire, andrebbero sostenuti. La Lega è assolutamente a favore del nuovo Stadio e di tutti gli interventi che danno qualità e sviluppo alla città. D’altronde, la sinistra in passato era stata contraria a tanti interventi promossi dalle giunte di Centrodestra, come i grattacieli di CityLife o la riqualificazione della Darsena. Come era prevedibile – conclude –, questa è la plastica dimostrazione di come la scelta del Sindaco Sala di entrare nei Verdi potrebbe rallentare opere strategiche per Milano".

FORZA ITALIA:

Opposizione forte anche da parte di Forza Italia. Per il consigliere comunale Alessandro De Chirico, a seguito di queste dichiarazioni, il sindaco dovrebbe togliere le concessioni a Inter e Milan:

"Beppe Sala dichiara che vuole vederci chiaro sulla proprietà dell'Internazionale FC. Giustissimo. E allora revochi la concessione dell'impianto intitolato a Giuseppe Meazza alla squadra nerazzurra fino a quando non sarà fatta chiarezza. Se deve assecondare anche gli spiriti giustizialisti della sua variopinta compagine revochi la concessione pure al Milan di proprietà del fondo Elliot. Entrambe le squadre hanno campi di loro proprietà e giocando le competizioni a porte chiuse non avranno problemi organizzativi, a risarcire abbonamenti e quant'altro. La verità è che il sindaco non vedeva l'ora di trovare una giustificazione per spiegare come mai il dossier 'nuovo stadio' è ancora fermo dopo quasi due anni dalla presentazione dei progetti. Ci sta che ci siano avvicendamenti societari, ma è irrispettoso infangare più di 100 anni di storia delle società calcistiche meneghine per tenersi buoni gli ecotalebani".

Fanno eco le parole di Fabrizio De Pasquale, il capogruppo di Fi in Comune, che ha invitato il primo cittadino a "togliersi la maglietta verde":

"Sala ha cercato in modo goffo di scansare la decisione su San Siro per non turbare le anime belle della sinistra verde. Però le sue parole danneggiano 2 grandi patrimoni storici, sportivi ma anche commerciali della città come Milan e Inter. Il Sindaco scelga la strada degli investimenti privati, del lavoro, del verde e un futuro solido per le 2 società. Si tolga la maglietta verde ancora per qualche mese e persegua l'interesse di Milano".

PARTITO DEMOCRATICO:

Di altra visione il capogruppo Pd in Comune, Filippo Barberis, che commenta con favore l'opinione del sindaco Sala.

"Non esiste alcun problema di gradimento tra amministrazione e Inter, anzi, con le squadre è stato fatto un importante e positivo lavoro per modificare il progetto inizialmente proposto e conciliarlo con l'interesse pubblico che siamo chiamati a rappresentare, secondo le indicazioni di Consiglio e Giunta. In queste settimane è stato semplicemente posto un tema di buon senso amministrativo: per procedere su un'operazione così importante per risorse (più di 1,2 miliardi di euro) e impatto sulla città, serve avere certezza dei partners. Non è ancora chiaro se l’Inter sia in vendita o meno e conseguentemente non è chiaro ancora chi ne potrebbe essere l’acquirente. Piuttosto che attaccare in modo scomposto l’amministrazione serve che la società dia certezze sul proprio futuro a cui è necessariamente legato il progetto di riqualificazione dell’area Stadio".