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Assedio antifascista al primo Consiglio comunale di Milano: "Valcepina dimettiti"

Sala ha annunciato che chiederà a tutti i consiglieri di sottoscrivere un documento antifascista e Feltri, di contro, che non ci pensa neanche a firmare.

Assedio antifascista al primo Consiglio comunale di Milano: "Valcepina dimettiti"
Politica Milano, 22 Ottobre 2021 ore 11:00

Assedio antifascista al primo Consiglio comunale di Milano: "Valcepina dimettiti".

Assedio antifascista al primo Consiglio comunale di Milano: "Valcepina dimettiti"

MILANO - A distanza di due settimane dal voto che ha portato alla conferma e alla rielezione di Giuseppe Sala a Sindaco di Milano, ieri, 21 ottobre 2021, si è tenuta la prima seduta del nuovo Consiglio comunale. Una riunione ravvivata dalla presenza di una folta folla di manifestanti antifascisti fuori da Palazzo Marino, uniti nella richiesta di avere un consiglio comunale dichiaratamente contro il fascismo, ogni forma di totalitarismo e discriminazione.

Prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Milano

Grande fermento per la prima riunione istituzionale del nuovo Consiglio comunale di Milano, apertosi con un minuto di silenzio a Luigi Amicone, ex consigliere comunale e giornalista, scomparso lunedì notte all'età di 65 anni, che Sala ha voluto ricordare con queste parole:

"Mancherà veramente tanto, era una persona anomala, particolare, dall'intelligenza viva. Una persona di rara genuinità e trasparenza. A nome di tutti faccio le condoglianze alla famiglia".

La prima seduta del consiglio comunale di Milano dopo il voto (Foto Mianews)

Il fermento della prima seduta, oltre alla comprensibile emozione di dare vita ad una nuova era per la città capoluogo lombardo, nasceva soprattutto dal fatto che per la prima volta dalla pubblicazione dell'inchiesta "Lobby nera" vi potesse essere un momento di riflessione e confronto sul tema anche nelle aule del palazzo più importante di Milano, proprio dentro il quale sedevano nomi menzionati più e più volte in quella che è ora diventata un'indagine della Procura.

Consiglio comunale Milano Valcepina

La neo-consigliera Valcepina scrive una lettera a Sala

Chiara Valcepina, nuova consigliera comunale eletta tra le fila di Fratelli d'Italia e al centro dello scandalo Lobby Nera emerso nelle scorse settimane da un'inchiesta di FanPage relativa ai rapporti tra il partito di destra e movimenti fascisti in Italia, ha inviato una lettera al sindaco Giuseppe Sala. Nella lettera Valcepina ha spiegato:

"Chiara Valcepina è una persona radicalmente diversa da quella rappresentata in questi giorni. Voglio rassicurare la città che quei più di 900 nostri concittadini non sono pericolosi estremisti così come voglio rassicurare loro che la persona che hanno contribuito ad eleggere non è una pericolosa estremista, ma una professionista, una moglie e una mamma chiamata a mettersi in gioco per il futuro della nostra città. Mi riconosco in pieno nelle parole di Giorgia Meloni: nel dna di FdI non ci sono nostalgie fasciste, razziste e antisemite. La mia vita professionale sta lì a dimostrarlo. Mi dispiace se, per come artatamente rappresentate, le mie parole o i miei gesti possono essere risultati irrispettosi ma non vi era in essi alcuna intenzione apologetica, denigratoria o offensiva nei confronti di nessuno. Immagine totalmente distorta della donna che sono e dei valori in cui mi riconosco. La verità verrà a galla nella sua interezza", ha  poi aggiunto “Voglio dire con fermezza che non ho mai accettato finanziamenti irregolari o illeciti per la mia campagna elettorale”.

Presidio antifascista fuori da Palazzo Marino

Parole, quelle della Valcepina, che non tangono l'inflessibile pensiero antifascista delle decine di manifestanti che hanno presieduto fuori da Palazzo Marino per tutta la durata del consiglio, pretendendo l'estromissione della neo-consigliera meloniana e le dimissioni di chiunque sia stato eletto con il favore di queste frange estremiste.

A manifestare c'erano esponenti de "I Sentinelli di Milano", di "Europa Verde Milano", "Rifondazione Comunista" e singoli cittadini venuti per esprimere il proprio totale dissenso contro non solo l'elezione di Valcepina ma anche - e soprattutto - di qualunque altro politico o forza politica, locale o nazionale che siano, disposti a strizzare l'occhio a movimenti fascisti, razzisti o antisemiti.

A dar voce ai manifestanti è stato Luca Paladini, portavoce dei Sentinelli, che ha affermato:

"Oltre ai consiglieri di Fratelli d'Italia, ci sono tre consiglieri della Lega che orgogliosamente rivendicano di essere stati eletti con i voti di Lealtà e Azione che è un movimento che si richiama al fascismo. Milano, città medaglia d'oro della Resistenza, non può avere all'interno delle istituzioni personaggi che si vantano di essere stati eletti con i voti fascisti. Noi chiediamo le dimissioni di queste persone, se le dimissioni non dovessero arrivare chiediamo comunque che ci sia un comportamento all'interno dell'alveo costituzionale, non mozioni che si richiamano a un periodo della storia inaccettabile".

Paladini ha poi aggiunto: "Reputo assolutamente giusto che il sindaco Sala abbia chiesto ai consiglieri di sottoscrivere un documento di antifascismo".

La richiesta di firmare un documento di antifascismo

Viste le polemiche, l'inchiesta Lobby Nera, la tesa situazione politica e i recenti fatti di cronaca, il sindaco Beppe Sala aveva precedentemente annunciato che nel corso delle prossime sedute di consiglio verrà chiesto a tutti i membri di sottoscrivere un documento antifascista, per prendere le distanze da ideali e ideologie che non solo riportano a una delle più buie fasi della nostra storia, ma la cui ricreazione è anche vietata da legge e Costituzione. Tra le varie reazioni alla proposta c'è quella di Luca Bernardo, ex candidato sindaco del centro destra, che si è detto totalmente a favore, e quella di Vittorio Feltri, che ha al contrario negato in tutti i modi il proprio consenso.

Bernardo disponibile a firmare

Luca Bernardo, ex candidato sindaco del centrodestra e attuale consigliere comunale, in merito alla possibilità di sottoscrivere un documenti antifascista ha dichiarato di essere completamente favorevole:

"Sono contro qualsiasi totalitarismo sia delle sinistra sia della destra. Io firmerò il documento dove si dice chiaramente che si è antifascisti, cosa che abbiamo detto e ridetto, soprattutto il sottoscritto e su questo tema non c’è alcun dubbio. Io sono antifascista e parlo io per la mia posizione personale.

Ognuno risponde personalmente di quello che fa, sul fatto che tutti debbano firmare questo documento credo che sia una cosa normale, un patto di antifascismo e contro i totalitarismi mi sembra assolutamente normale e una cosa del genere non dovrebbe essere in discussione. Ho incontrato il sindaco Sala qualche giorno fa ritengo che le polemiche siano terminate e dobbiamo immaginare tutti insieme lo sviluppo della città".

Feltri è del parere opposto e a firmare non ci pensa neanche

Non la pensa allo stesso modo Vittorio Feltri, giornalista non più iscritto all'ordine e neo eletto consigliere comunale con Fratelli d'Italia:

"Ho una vita di 78 anni che dimostra che ho sempre rispettato la Costituzione, i fascisti non li ho mai combattuti perché non ci sono."

Ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa farebbe se il documento, condannasse tutti i totalitarismi, Feltri ha risposto con tono infastidito:

"Che bisogno c'è? Io sono sempre stato contro i totalitarismi, devo venire qua a dichiararmi in Comune? C'è una vita e tutta la mia attività giornalistica che dimostrano che io non sono mai stato favorevole ai totalitarismi, specialmente quelli comunisti, ma non è che quelli fascisti o nazisti mi piacessero. Non l'ho mai detto. Quindi che stupidaggine...Siamo qui ancora a romperci le palle con i totalitarismi, con l'antifascismo, dai per favore".

Quando gli è stato chiesto se gli darà fastidio sedersi in un'aula vicino a chi fa il saluto romano, in relazione all'inchiesta di Fanpage 'Lobby nera', Feltri ha poi risposto che "Se il saluto è romano non è fascista, perché i romani c'erano già duemila anni fa. Me ne sbatto i coglioni dei fascisti".

Il solito Feltri.

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Giordana Liliana Monti