"No al nuovo stadio"

E' online al Parlamento Europeo la petizione volta a salvare lo stadio di San Siro

Presentata dal Comitato di coordinamento San Siro, insieme a 18 associazioni: "Sollecitiamo le Istituzioni a respingere il progetto del nuovo stadio e ristrutturare San Siro".

E' online al Parlamento Europeo la petizione volta a salvare lo stadio di San Siro
Politica Milano, 30 Marzo 2021 ore 11:22

Presentata dall’europarlamentare Eleonora Evi e accettata lo scorso 29 gennaio 2021, con votazione unanime da parte della Commissione Europea, é oggi online la petizione al Parlamento Europeo promossa da Gabriella Bruschi a nome del Comitato di coordinamento San Siro, insieme a 18 associazioni, "sulla conservazione e la ristrutturazione dello stadio San Siro di Milano e dell'area verde circostante".

"No al nuovo stadio, bisogna salvare San Siro"

I promotori della petizione "In difesa dello stadio pubblico Meazza a San Siro" spiegano che la loro è una vera e propria opposizione al progetto presentato da alcune società di investimento private, volto a demolire l'attuale e storica struttura di San Siro e a costruire al suo posto un nuovo stadio, nonché a realizzare progetti immobiliari nell'area verde circostante.

"La nostra Petizione - affermano i comitati e le associazioni che hanno aderito - ha chiesto la tutela di un’opera pubblica basandosi su tre pilastri: il valore storico e architettonico, l'importanza antropologica e la rilevanza paesaggistica".

I dettagli della petizione

Questi sono alcuni degli aspetti critici della situazione che andrebbero a danneggiare la comunità:

  • la demolizione dello stadio attuale;
  • la distruzione dell'attuale area verde, che si estende su una superficie di oltre 5 ettari ed è caratterizzata dalla presenza di oltre 100 grandi alberi;
  • la costruzione di edifici ad alto impatto con una superficie di 145 000 metri quadrati al fine di finanziare il nuovo stadio, con conseguente aumento del traffico e dell'inquinamento.

La petizione rileva inoltre che "il progetto viola la normativa dell'UE in materia di protezione ambientale, comprese la direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale e la direttiva 2014/52/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati".

La richiesta da parte dei promotori alle istituzioni dell'Unione è quindi la seguente:

"C'è necessità di sollecitare le autorità nazionali e locali competenti a respingere il progetto contestato e a prendere invece in considerazione la ristrutturazione dello stadio San Siro, al fine di preservare un edificio storico di notevole importanza culturale, e l'adozione di misure di salvaguardia dell'area verde circostante".

Il sindaco Sala al momento frena sul nuovo stadio

Lo scorso 18 marzo 2021, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, aveva dichiarato apertamente la sua posizione sulla questione "nuovo stadio":

"Penso che finché in particolare l’Inter non chiarirà il suo destino per noi le cose devono essere necessariamente ferme. Il punto è, e lo voglio dire con chiarezza ai milanesi, che non stiamo parlando solo dello stadio ma stiamo parlando di un progetto in cui la metà dell’investimento è sullo stadio e la metà è su altre cose che portano a comporre il futuro di quell’area. Questo vorrà dire che ci saranno presumo cinque o sei anni di lavoro. Io non è che posso affidare un quartiere della città per un così lungo periodo a realtà di cui non è certa la proprietà futura. Parlo con rispetto di Zhang però devono necessariamente chiarire il futuro della società, fino ad allora credo che sia logico fermarsi".

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Le affermazioni rilasciate dal primo cittadino di Milano hanno scatenato forti polemiche che hanno visto in prima fila la società neroazzurra di Corso Vittorio Emanuele, la quale, tramite un comunicato stampa sul proprio sito ufficiale, aveva risposto a modo all'affondo lanciato dal sindaco:

"FC Internazionale Milano ha una storia gloriosa ultracentenaria. Esisteva prima del Sindaco Sala e continuerà ad esistere anche al termine del suo mandato. Troviamo le dichiarazioni del Sindaco di Milano offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo".