la seconda udienza

Processo Tramontano: Impagnatiello vede le foto del corpo di Giulia e piange ma da mesi sul web cercava come avvelenarla

Fin da cinque mesi prima dell'omicidio l'uomo faceva ricerche col suo smartphone per sapere quanto veleno fosse necessario «per uccidere una persona»

Processo Tramontano: Impagnatiello vede le foto del corpo di Giulia e piange ma da mesi sul web cercava come avvelenarla
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Questa mattina di lunedì 12 febbraio, davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Milano, è ripreso il processo ad Alessandro Impagnatiello, il 31enne reo confesso dell'omicidio della 29enne Giulia Tramontano incinta al settimo mese.

Alla vista delle foto del corpo, Impagnatiello piange ma da mesi cercava sul web come avvelenare Giulia

MILANO - Nella giornata della seconda udienza verranno sentiti i testimoni dell'accusa a partire dai carabinieri di Senago, dove il 27 maggio 2023 è avvenuto l'omicidio. I militari, che hanno verbalizzato la denuncia di scomparsa da parte di Impagnatiello, hanno raccontato nei particolari quello che è successo nei giorni della ricerca della giovane fino al tragico ritrovamento e alla successiva confessione di Impagnatiello.

I testimoni dell'accusa: le ricerche sul web

In aula sono state riferite soprattutto delle ricerche effettuate sul web dall’ex compagno di Giulia Tramontano diversi mesi prima dell'omicidio, fin dal mese di dicembre l'uomo ha ricercato con il suo smartphone in almeno tre occasioni le parole: “Veleno per topo incinta”; “Veleno per gravidanza”; “Veleno per uomo”. Era il 5 febbraio 2023, tre mesi prima dell'omicidio, quando Impagnatiello acquista online  del cloroformio sotto falso nome. Bottiglia che poi è stata trovata dai carabinieri  durante la perquisizione dell'abitazione.

L'aggravante della premeditazione

Aggravante della premeditazione, è stato fatto rilevare dai carabinieri, è che "l'acquisto è stato fatto quando l'imputato si trovava all'aeroporto di Malpensa, dove lui attendeva Giulia che arrivava da Napoli". Le pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella puntano infatti a dimostrare la premeditazione perchè dagli esami autoptici sui corpi di Giulia e del piccolo Thiago sono state rilevate presenze di questo veleno.

La ricostruzione dei carabinieri e le foto del corpo

Come riporta Giornale dei Navigli, la testimonianza del maresciallo dei carabinieri, corredata da diverse slide, è poi proseguita nella ricostruzione di tutte le fasi dell'omicidio, dall'incontro tra Giulia e l'altra donna di Impagnatiello e del loro incontro a poche ore del delitto. Il momento più difficile per il pubblico presente è stato quando in aula è stata mostrata la fotografia del corpo della ragazza, Impagnatiello, che ha sempre tenuto la testa bassa, è scoppiato in un pianto.

Il messaggio della mamma sui social

La mamma Loredana, che non era presente in aula questa mattina, ha voluto inviare sui social un messaggio alla sua bimba e al piccolo Thiago:

«Amore mio, oggi si parlerà di te, di come siete stati strappati alla vita, di come con tutte le tue forze hai cercato la verità a costo della vostra splendida vita. Tu sarai sempre per noi la nostra immensamente Giulia e Thiago il nostro angelo. Lotteremo per te fino all'ultimo».

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