San Donato

Prima di perdere conoscenza ha chiamato i Vigili del fuoco evitando una tragedia: l'ultimo gesto d'amore di Andrea Deni

Grazie alla sua telefonata è stato interrotto il transito dei treni e scampata un'altra potenziale tragedia.

Prima di perdere conoscenza ha chiamato i Vigili del fuoco evitando una tragedia: l'ultimo gesto d'amore di Andrea Deni
Cronaca Milano, 14 Maggio 2021 ore 09:42

Purtroppo Andrea Deni, il 48enne che due giorni fa è precipitato dal Cavalcavia con l'auto, non ce l'ha fatto: è morto nella mattinata di giovedì 13 maggio, dopo aver lottato tra la vita e la morte per alcune ore all’ospedale Humanitas di Rozzano, dove era stato portato in seguito all’incidente occorso nella sera di mercoledì 12 maggio, intorno alle 20,30 a San Donato Milanese in via Buozzi.

Con la sua telefonata ha evitato una strage

Prima di perdere i sensi ed essere soccorso, però, Deni ha allertato i Vigili del fuoco, avvisandoli affinché bloccassero la linea dell'alta velocità che sarebbe passata proprio sui binari su cui lui era caduto pochi istanti prima. Una telefonata che ha permesso di bloccare il transito dei treni in tutte le direzioni presso la stazione di San Donato, evitando così una potenziale (ulteriore) tragedia.

Un gesto d'amore incredibile: nonostante il volo di oltre 6 metri appena fatto, il 48enne di Lodi Vecchio ha avuto la prontezza di dare l'allarme, pensando agli altri e facendo scampare loro un terribile pericolo.

Soccorsi sul posto

Immediato dopo la chiamata è stato l’invio dei soccorsi. Sul luogo dell’incidente si sono precipitati sei automezzi dei Vigili del Fuoco, che hanno a lungo lavorato per rimuovere il veicolo dai binari e rimettere in sicurezza l’area. Il conducente dell’auto è stato portato in codice rosso all’Humanitas di Rozzano dove però purtroppo è venuto a mancare la mattina successiva. Sulla salma, attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria, sarà eseguita l’autopsia: una delle ipotesi è che abbia avuto un malore prima di perdere il controllo dell'auto e precipitare dal cavalcavia dopo aver sfondato le barriere protettive che, pare, non fossero ancorate al terreno.

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