Cronaca
Gruppo operazioni anti contraffazione

Abiti contraffatti venduti nei negozi di via Paolo Sarpi, 4mila capi sequestrati

La Polizia ha individuato la provenienza degli articoli contraffatti, riconducibili a un importante distributore all'ingrosso di Milano Lacchiarella, attivo non solo in Lombardia ma anche in altre regioni del nord Italia. 

Abiti contraffatti venduti nei negozi di via Paolo Sarpi, 4mila capi sequestrati
Cronaca Milano, 03 Maggio 2022 ore 12:09

Nei giorni scorsi la Polizia locale di Milano ha effettuato alcuni controlli in via Paolo Sarpi che hanno portato all'arresto di un uomo che era stato segnalato in quanto autore di furti con destrezza nei confronti dei passanti. Nello stesso periodo sono stati controllati alcuni negozi specializzati nell'abbigliamento per ragazzi e sono stati trovati numerosi capi con noti marchi contraffatti.  Entrambe le operazioni sono il risultato delle indagini degli agenti del Gruppo operazioni anti contraffazione della Polizia locale.

Controlli nei negozi di via Paolo Sarpi

In questi giorni la Polizia locale di Milano ha anche compiuto alcuni sopralluoghi presso negozi di abbigliamento di via Paolo Sarpi che esponevano capi contraffatti di marchi emergenti particolarmente amati dai giovani. Gli agenti del Gruppo anti contraffazione hanno sequestrato le fatture che hanno permesso di individuare l'esatta provenienza degli articoli contraffatti, riconducibili a un importante distributore all'ingrosso di Milano Lacchiarella, attivo non solo in Lombardia ma anche in altre regioni del nord Italia.

Perquisito il magazzino dove vengono prodotti abiti contraffatti

Le indagini sono quindi proseguite nel magazzino e la perquisizione è durata tre giorni al termine della quale sono stati sequestrati 4mila capi di vestiario tra magliette e pantaloni, per un valore commerciale di circa 80mila euro. Tra i marchi contraffatti Louis Vuitton, Ralph Lauren, Puma, Jordan, Emporio Armani, Off White e altri ancora con i personaggi dei manga e degli anime giapponesi.

La Polizia locale ha indagato quattro persone di origine asiatica dell'età compresa tra 45 e 50 anni per i reati di contraffazione e ricettazione. Per questi reati è prevista la pena della reclusione fino a 6 anni e una multa fino a 20mila euro.

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