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Cassina de Pecchi

Vietato atteggiarsi e vestirsi da prostituta, il nuovo Regolamento di Polizia urbana fa discutere

Una proposta che sta facendo discutere da giorni, molti cittadini si sono già dichiarati contrari e distanti.

Vietato atteggiarsi e vestirsi da prostituta, il nuovo Regolamento di Polizia urbana fa discutere
Politica Milano, 29 Aprile 2021 ore 15:59

“Vogliamo impedire lo sfruttamento delle persone sul nostro territorio”: Così l’Amministrazione di Cassina de’ Pecchi – paese alle porte di Milano – ha replicato alle accuse sorte riguardo al dettato del nuovo Regolamento di polizia urbana, che vieta di vestirsi e atteggiarsi come una prostituta. Una proposta che sta facendo discutere da giorni, molti cittadini si sono già dichiarati contrari e distanti. Una vera bufera scoppiata per le parole utilizzate nella bozza del nuovo Regolamento, che potrebbe limitare la libertà di tutti.

Il regolamento deve essere approvato in Consiglio

Come racconta Prima la Martesana il documento deve essere discusso e approvato venerdì 30 aprile 2021 in Consiglio comunale. Quindi non è ancora in vigore ed è ad oggi ancora passibile di modifica. Certo è che ciò che vi è inserito esprime l’orientamento della maggioranza, ecco cosa prevede il dibattuto articolo 23:

In luogo pubblico è vietato contrarre ovvero concordare prestazioni sessuali oppure intrattenersi con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che, per atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali“, recita il testo che dovrà andare in approvazione venerdì 30 aprile 2021.

“L’intento è chiaro. Non ci sono discriminazioni”

Per la sindaca si tratta di sterile polemica politica:

“È fuori di dubbio che (l’articolo 23, ndr) ha un unico scopo, recepire all’interno del Regolamento di polizia urbana del nostro Comune una norma avente ad oggetto quanto è già legge in Italia, ovvero il divieto di sfruttare e/o favorire la prostituzione – si legge in una nota del Municipio – Maschile e femminile. Nessuno ha mai parlato di minigonne o vestiti femminili da vietare. È davvero stucchevole la pochezza di chi ha volutamente stravolto il significato della nostra proposta a scopi meramente politici. Ogni donna come ogni uomo può circolare vestita o vestito come desidera sul nostro territorio: ciò che la legge vieta è il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione”.

“Strumentalizzazione politica”

Chiarito che l’obiettivo della maggioranza è la lotta allo sfruttamento delle persone, la sindaca Elisa Balconi ha accusato apertamente chi ha sollevato l’argomento di voler sfruttare il caso unicamente per fini politici.

“Rimango basita che non ci fosse già prima una simile norma nel nostro Regolamento – ha sostenuto – Infine, le discussioni politiche si fanno in aula, non sui social. Se l’articolo 23 è così aberrante, come qualcuno vuol lasciar intendere, come mai nessuno dei consiglieri di opposizione che hanno sollevato la polemica su media e social ne ha chiesto lo stralcio? Come mai la proposta di Regolamento è stata depositata e consegnata a tutti i consiglieri il 14 aprile scorso, ma nessuno di quelli che si sono lamentati sui social e sui giornali ha invece protocollato ufficialmente proposte di emendamento? Come mai questa sterile e ignobile polemica è nata solamente a seguito delle infelici esternazioni di un assessore che comunque ha chiarito la propria posizione (che nulla ha a che vedere con questo Regolamento) e che ha chiesto scusa?“