Il presidio

Navigator davanti alla Prefettura di Milano: "Cerchiamo lavoro agli altri e siamo abbandonati"

Il 30 aprile scadrà il contratto con Anpal e non si sa ancora nulla sul loro futuro.

Politica Milano, 09 Febbraio 2021 ore 12:22

Presidio dei navigator davanti alla Prefettura di Milano. A partire dalle 10.30 di oggi, martedì 9 febbraio 2021, centinaia di lavoratori hanno preso parte alla mobilitazione nazionale per protestare contro la mancanza di certezze per i dipendenti del settore. Il 30 aprile 2021 scadrà infatti  il contratto con Anpal  (Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro) e ancora nulla si sa del rinnovo. I navigator, 2680 in tutta Italia, di cui 293 nella sola Lombardia, si sono quindi mobilitati per far sentire la propria voce.

Presidio dei navigator davanti alla Prefettura di Milano

 

Nel corso della giornata di oggi, martedì 9 febbraio 2021, davanti alla Prefettura di Milano si è svolto un presidio dei navigator organizzato da Nidil CgilFelsa CislUiltemp, i sindacati che chiedono la proroga dei contratti, una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari di Anpal e nuove assunzioni nei centri per l’impiego. Il prossimo 30 aprile 2021 scadrà il contratto con l'Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro e ancora non si sa nulla su un suo possibile rinnovo.

Chi sono i navigator

I navigator sono il cuore della legge sul Reddito di Cittadinanza, chiamati al difficile ruolo di operare al fine di reinserire nel mondo del lavoro le persone in difficoltà che hanno ottenuto il Reddito. Si tratta di lavoratori precari (circa 2.700 in tutto Italia, quasi 300 in Lombardia) preoccupati sul loro futuro ma anche sul destino della legge che ha portato sollievo a molte famiglie. Già, perché in teoria a fine aprile il provvedimento scade e nulla si sa del futuro.

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Assunti nel 2019 per aiutare i beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare un lavoro, sono lavoratrici e lavoratori laureati, che hanno svolto un’accurata formazione professionale per cercare lavoro per i soggetti più deboli, sopperendo anche all’assenza di strumentazioni di supporto adeguate. I sindacati:

"In una fase in cui le preoccupazioni occupazionali sono enfatizzate dalla minaccia di conclusione del blocco dei licenziamenti, mentre permane la grave recessione economica, com’è possibile che venga lasciata senza soluzione la scadenza dei loro contratti di lavoro?".