E’ scomparso Carlo Monguzzi, è giunta in questa grigia mattinata milanese una notizia davvero triste per il mondo politico cittadino e non solo: il battagliero esponente dell’ambientalismo milanese e consigliere comunale della lista Europa Verde si è spento per una brutale e aggressiva malattia.
Addio a Carlo Monguzzi, la voce verde di Milano si spegne a 74 anni
MILANO – Nato a Milano, ingegnere, è stato insegnante di matematica al Besta a Milano, avrebbe compiuto 75 anni il prossimo settembre. Si è spento a causa di un mesotelioma, tumore aggressivo legato all’esposizione all’amianto, scoperto pochi mesi fa e che aveva reso necessario il ricovero presso l’Istituto dei Tumori di Milano.
Ciao Carlo, se ne va una figura storica per la politica milanese
La sua è stata una vita attraversata da un impegno civile profondo e coerente. Attivo fin da giovane nei movimenti studenteschi, Monguzzi è stato per oltre vent’anni consigliere regionale dei Verdi, ricoprendo anche nel 1993 il ruolo di assessore all’Ambiente.
Dal 2011 sedeva a Palazzo Marino: prima come consigliere del Pd, poi, nel 2021, diventando il più votato della lista Europa Verde, di cui era capogruppo. Fino a pochi mesi fa ha presieduto la commissione Ambiente e Mobilità, continuando a battersi con determinazione per una città più sostenibile.
Il struggente saluto della moglie sui social
A ricordarlo, con parole cariche d’amore e struggente tenerezza, il messaggio della moglie:
“Amore mio ora sei libero.
Carlo non c’è più.
Un uomo perbene, libero, coraggioso non c’è più.
Sono grata alla vita per aver condiviso con te tanto tempo… ora mi sento persa e non so come fare a ritrovare la tua leggerezza che mi rendeva così serena.
Grazie per esserci stato sempre. Forte, solido, delicato e gentile, bello. Eri così.
Grazie di tutto amore mio”.
La sua vita, le sue battaglie
Negli ultimi tempi Carlo Monguzzi aveva continuato a intrecciare memoria civile e impegno politico: il suo ultimo post su Instagram era dedicato all’anarchico Giuseppe Pinelli, figura simbolica a cui aveva anche voluto rendere omaggio concretamente. Tra le sue battaglie più recenti in Consiglio comunale, infatti, c’è stata l’intitolazione di una via nel quartiere di San Siro, oggi dedicata proprio a Pinelli, grazie a un ordine del giorno da lui promosso e poi accolto dalla giunta.
Il suo percorso nelle istituzioni era iniziato all’inizio degli anni Novanta, con l’elezione in Consiglio regionale nelle file dei Verdi Arcobaleno, una delle prime esperienze dell’ambientalismo politico italiano. Pochi anni dopo, tra il 1993 e il 1994, aveva assunto l’incarico di assessore regionale all’Ambiente, distinguendosi per l’avvio di politiche innovative come la prima normativa sulla raccolta differenziata e un piano organico per la qualità dell’aria. Riconfermato più volte negli anni successivi, aveva portato avanti con costanza battaglie contro i traffici illegali di rifiuti, il consumo indiscriminato di suolo e in difesa della trasparenza amministrativa.

Il ricordo del mondo politico milanese
Alla notizia della sua scomparsa, il ricordo del sindaco Giuseppe Sala lo ha descritto come un combattente autentico “Se n’è andato un lottatore”, ha detto il sindaco, un uomo capace di mantenere rapporti umani profondi anche nel confronto politico più acceso, ricordando l’ultimo incontro fatto di discussione e poi di un abbraccio, poco prima che la malattia si aggravasse.
Parole di stima sono arrivate anche da Pierfrancesco Majorino, che lo ha definito un compagno instancabile, sempre presente nelle battaglie e nei momenti di mobilitazione, capace di unire determinazione e ironia: “Incredibile non poterlo incontrare più in piazza, ad un’assemblea o al più piccolo dei presidi. Mancherà davvero tanto”.
Anche da posizioni politiche lontane sono emersi riconoscimenti sinceri. Il consigliere Alessandro De Chirico ha sottolineato il valore della sua coerenza e della sua esperienza, ricordandolo come una figura con cui confrontarsi sempre, anche nelle differenze: “Un comunista che merita rispetto, anche perché i comunisti sai sempre da che parte stanno. Ciao Carlo, fai buon viaggio!”.
Sulla stessa linea Daniele Nahum di Azione-Riformisti, che ha evocato un rapporto costruito negli anni su rispetto reciproco e dialogo, nonostante le distanze politiche, custodendo il ricordo di consigli preziosi ricevuti all’inizio del suo percorso.
Nel coro delle reazioni, emerge il ritratto di un uomo che, al di là delle appartenenze, ha lasciato un segno riconosciuto trasversalmente: rigoroso nelle idee, ma capace di costruire relazioni autentiche.
Con la sua scomparsa Milano perde non solo un amministratore, ma una coscienza vigile, una voce appassionata e gentile che ha saputo trasformare l’impegno in testimonianza quotidiana.