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Politiche 2022: il bilancio

Calenda, come il Napoleone dei Parioli ha conquistato la Milano da bere

La vera sorpresa di queste elezioni a Milano è l’importante affermazione del partito di Calenda dove in città ha ottenuto un vero boom di consensi.

Calenda, come il Napoleone dei Parioli ha conquistato la Milano da bere
Politica Milano, 27 Settembre 2022 ore 10:43

Ora che tutte le sezioni sono state scrutinate, è tempo di fare un bilancio definitivo riguardo il voto nella città di Milano. Oltre al dato, quasi scontato e in controtendenza rispetto a quasi tutta Italia, che vede l’affermazione del PD come primo partito a Milano città (mentre il centro destra vince quasi ovunque già allargando la visuale al dato della Città Metropolitana), la vera sorpresa è l’importante affermazione del partito di Calenda tra le “mura” di Milano.

Calenda conquista Milano: i numeri definitivi

Nelle 429 sezioni scrutinate dei seggi del centro di Milano, il Centro sinistra chiude in netto vantaggio sul Centro destra, con la lista Calenda che pare aver tolto voti alla seconda rispetto alla prima. Il Centro sinistra, con Benedetto Della Vedova, ha preso il 37,85% delle preferenze; Giulio Tremonti, per il Centrodestra, si ferma al 30,37%. Nel dettaglio, il Pd ha registrato il 25,9% dei voti, +Europa 6,11%, Alleanza Verdi e Sinistra 5,94% e Di Maio 0,37%.

Nell'altro schieramento, Fratelli d'Italia poco sopra al 19% (19,03%), Forza Italia 5,58%, Lega 4,27%, Noi Moderati 1,31%. Vero e proprio “Boom locale” per Calenda con Giulia Pastorella, che ha preso il 23,05% delle preferenze e alla Camera è risultata la seconda lista in città dopo il Pd e prima di FdI. M5S al 5,02%, Unione Popolare all1,22% e Italexit all'1,19%.

Importante affermazione anche in Città Metropolitana

Azione e Italia Viva ottiene un risultato decisamente superiore rispetto alla media italiana anche in diversi comuni del capoluogo lombardo. Alla Camera a Basiglio si è raggiunto il 19,75%, a Segrate la lista ha raggiunto il 17,1%, a San Donato Milanese il 15,4%. Risultati in doppia cifra anche in altri grandi comuni dell'hinterland: Arese (14,3%), Cernusco (13,6%), Magenta e Peschiera Borromeo (12,4%), Assago (11,9%) Buccinasco e Legnano (all'11,6%), Lainate (10,3%).

Il commento dei coordinatori provinciali

"La tornata elettorale ha registrato un ottimo risultato per il Terzo Polo in città e nell’area metropolitana milanese. La media della percentuale ottenuta dalla lista Italia Viva/Azione nella provincia di Milano è di oltre l’11% - commentato i coordinatori Di Italia Viva Milano Provincia Lucia Caridi e Gianluca Pomo. -Straordinari alcuni dati di comuni importanti come Segrate, San Donato o Arese. RenewEurope Italia qui è già realtà".

A Roma si ferma ad un modesto 11%

Se a “casa sua”, Roma, l’ex candidato sindaco dei Parioli si ferma ad una sopramedia ma modesto 11%, il vero boom di consensi giunge proprio dal capoluogo lombardo. Se il detto “nemo profeta in patria” si confà perfettamente al risultato della capitale, è invece interessante analizzare il dato di Milano, dove Calenda (e compagnia) parrebbero aver pescato molto di più da Forza Italia piuttosto che dal PD (comunque in calo rispetto alle elezioni del 2018). Il laboratorio del Terzo Polo (che in realtà dall’ultima tornata risulta essere il quarto) trova dunque in Milano la sua capitale naturale.

Ma quali sono le ragioni?

Diversi politici milanesi hanno commentato come una cosa naturale, questa sintonia: Calenda è stato un dirigente aziendale e quindi nella città di Milano trova i suoi interlocutori, nella capitale dell’economia e dei “ceti più professionalizzati”. Milano non è poi nuova agli esperimenti politici, quindi se anche il risultato non era certo atteso, non è così sorprendente.

Il punto, senza dubbio, è cosa ne sarà ora di questo patrimonio. Riuscirà a trovare un dialogo con il Partito Democratico, che a Milano resiste e si conferma primo partito,  e diventerà un partito in grado di esprimere candidati? Lo sguardo, senza dubbio è rivolto a breve termine, ovvero alle prossime elezioni regionali.

Andrea Demarchi

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