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500 nuovi vigili (240 entro novembre) per aumentare la sicurezza a Milano

Il sindaco Sala ha illustrato durante il Consiglio comunale gli interventi per garantire una città più sicura.

Politica Milano, 18 Gennaio 2022 ore 09:09

500 nuovi vigili (240 entro novembre) per aumentare la sicurezza a Milano.

500 nuovi vigili (240 entro novembre) per aumentare la sicurezza a Milano

MILANO - Giro di vite sulla questione sicurezza a Milano, dopo che i primi quindici giorni dell'anno si sono rivelati un inferno per il capoluogo lombardo, tra i fatti di capodanno in piazza, gang sempre più fuori controllo e diversi disordini. Anche se non sarà possibile forzare i tempi.

A spiegarlo è lo stesso sindaco, Beppe Sala: "Giovedì prossimo daremo via al bando per la formazione delle graduatorie per il rafforzamento del corpo dei vigili urbani che ci consentirà di assumere 240 nuovi vigili entro novembre di quest'anno e altri 260 entro novembre dell'anno prossimo. A mio giudizio più velocemente non si può fare. Sarebbe anche sbagliato farlo, non è un problema di assumere, ma i nuovi devono essere addestrati e prima di entrare pienamente nelle loro responsabilità, devono attraversare un periodo di affiancamento con i vigili più esperti. Grazie a queste assunzioni, l'organico dei vigili passerà a 3350 unità, il massimo storico mai raggiunto in precedenza". Così il Primo cittadini meneghino intervenendo lunedì pomeriggio sul tema sicurezza, nel corso del Consiglio comunale convocato online.


500 nuovi vigili per la sicurezza Milano, ma "servono rinforzi anche dallo Stato"

"Ci aspettiamo che questo ingente sforzo del Comune", nell'assumere 500 nuovi vigili, "in un momento in cui è difficile far quadrare il bilancio del Comune, sia accompagnato da un adeguato e immediato rinforzo da parte dello Stato" ha aggiunto il sindaco.

"C'è un punto di partenza, l'ordine pubblico è affidato al Ministero dell'Interno e questo esercizio trova la sua applicazione locale nel comitato di ordine e sicurezza che ogni settimana si riunisce intorno al prefetto che riunisce le istituzioni territoriali. E' poi il questore che definisce la linea di azione operativa per quanto riguarda la sicurezza integrata e urbana. I vigili sono responsabili in esclusiva del rispetto del codice stradale, incidenti, gestione del traffico e compiti di sicurezza urbana. Non si può vivere in un equivoco che attribuisce a polizia locale una responsabilità che invece non ha. Vi preciso che le mie parole riflettono una visione condivisa con il prefetto di Milano".

Nuove telecamere e maggior sinergia tra gli Enti di sicurezza

"Il secondo intervento per la sicurezza riguarda la tecnologia, ovvero le telecamere. A Milano tutte le telecamere sono attive e visibili in tempo reale dalle forze dell'ordine tutte, da Questura e Prefettura, fino ai Vigili del fuoco. Oggi abbiamo 1.945 telecamere di sicurezza. Agiremo su due fronti. Innanzitutto metteremo risorse significative per la manutenzione evolutiva del sistema. Però la nostra intenzione è anche far crescere il numero delle telecamere".

Il terzo livello di intervento riguarda i meccanismi di coordinamento: dobbiamo insistere, agli ordini del Prefetto e del Questore, per rendere la collaborazione e gli interventi più flessibili, rapidi ed efficaci. Noi siamo a disposizione", ha aggiunto il sindaco.

La difesa all'assessore Granelli e l'appello a non strumentalizzare

Il Primo cittadino ha poi chiarito riguardo la richiesta avanzata dalle opposizioni riguardo le dimissioni dell'Assessore alla partita, Marco Granelli: "Garantire la sicurezza a Milano rimane un impegno che si deve esercitare tutte le ore, tutti i giorni, tutte le sere, come io so e vedo che l'assessore Granelli fa e interpreta il suo ruolo. Proteggere i nostri concittadini e soprattutto le nostre concittadine, i visitatori e le visitatrice della nostra città è il nostro dovere e continueremo a farlo, coscienti dei nostri valori e del bene di Milano".

"Non si può essere pro o contro la sicurezza o pretendere che è un tema che si risolve del tutto. Anche altre epoche della vita di Milano lo hanno ampiamente dimostrato, non si può urlare al 'far west' ogni volta che c'è un problema e cercare sempre un colpevole. Quando si parla di sicurezza, in particolare della città, dobbiamo ricordare a tutti noi che non è un tema di destra o di sinistra, è profondamente sbagliato issare la bandiera della sicurezza come se fosse un'esclusiva politica, una ricerca di formule magiche. La sicurezza non è un'opzione di tipo politico ma di fatto si riflette nelle condizioni in cui i cittadini si sentono e si percepiscono", ha precisato Sala. "Segnalo che gli ultimi fatti agli infasti onori della cronaca hanno visto protagonisti immigrati di primo o seconda generazione come pure ragazzi provenienti da Bolzano", ha concluso il sindaco.

"Trascurate le conseguenze sociali della pandemia"

"Viviamo un momento storico che richiede da parte di tutti uno sforzo straordinario nel controllo del territorio e nella prevenzione degli eventi più o meno delittuosi. Questo credo sia assolutamente chiaro. 'Tutti' vuol dire 'tutti', a partire dallo Stato e il suo Governo che, insieme ovviamente a noi, non può, più passano i mesi, che prendere atto come tra le cure della pandemia sta diventando sempre più importante quella del clima sociale. Le conseguenze della pandemia sono sostanzialmente tre: sanitaria, economica e sociale. E queste conseguenze sono intimamente l’una legata all’altra. Dobbiamo riconoscere che la terza è ampiamente la più sottovalutata", ha aggiunto Sala.

"Certo, ci sono fior di sociologi, psicologi, esperti di varie materie che hanno a che fare con l’umano, che avvisano della gravità della situazione. E le cose stanno effettivamente così, non si tratta di analisi astratte destinate a rimanere materia da esperti, è ormai evidente che i nodi stanno arrivando al pettine. La sospensione della vita sociale e il prolungato isolamento", ha proseguito Sala, "stanno procurando enormi danni, specie tra i giovani. E dovremo gestire ferite sociali molto profonde e molto difficili da riassorbire. Questo non può che tradursi, come in effetti sta avvenendo, in una tensione che interessa tutti, ma che, ripeto, ha conseguenze più evidenti nei più giovani e nei più deboli (anche economicamente)", ha concluso.

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