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ERA IN VACANZA

Va in ferie a Santo Domingo, prende il Covid e muore: non era vaccinata

Michela Pacillo, 54 anni soffriva di leucemia linfatica cronica.

Va in ferie a Santo Domingo, prende il Covid e muore: non era vaccinata
Glocal news 03 Maggio 2022 ore 11:23

Per la figlia non è stata curata bene. E così dall'ospedale pubblico in cui era stata ricoverata si era fatto l'impossibile per trasferirla in una clinica privata. Ma è morta prima di arrivarci, nel tragitto. La 54enne mestrina Michela Pacillo, come riporta PrimaVenezia è deceduta lo scorso anno nella Repubblica Dominicana dove si trovava in vacanza. E la figlia non riesce a darsi pace. Perché secondo lei le cure non sono state all'altezza. E ravvede nel modo in cui è stata trattata la madre, una profonda ingiustizia.

Va in ferie a Santo Domingo, prende il Covid e muore: non era vaccinata

La donna era atterrata a Santo Domingo l'otto maggio del 2021. Ma già pochi giorni dopo l'atterraggio aveva iniziato ad accusare malessere. Il problema, però, era che la 54enne soffriva di una leucemia linfatica cronica e non si era vaccinata. La figlia però l'aveva convinta a vaccinarsi, sarebbe stata questione di giorni. Una volta tornata in Italia, infatti si sarebbe sottoposta al siero anti Covid. Ma non ne ha avuto il tempo. Il Covid, infatti, l'ha contratto quando era lì.

I sintomi lievi e poi la situazione precipita

Le sue condizioni, da sintomi lievi, si sono aggravate in fretta, ed è peggiorata in poco tempo, tanto da dover rendere necessario il trasferimento in un ospedale. Mamma e figlia si sono sentite solo via messaggio perché la donna non riusciva più a parlare. E tanto è bastato alla figlia per farsi un'idea del tipo di trattamento "subito" sull'isola: le diceva di non aver cibo, acqua, non era curata, insomma.

L'opzione di trasferirla in una clinica privata

La figlia allora ha contattato la compagnia milanese con cui la madre aveva stipulato un'assicurazione per avere copertura medica in caso di situazioni al limite. Questo per permetterle di lasciare l'ospedale pubblico e trasferirla in una clinica privata. Ma nelle 4 ore di viaggio che separano il nosocomio dalla clinica la donna non ce l'ha fatta.

La figlia vuole raggiungere la madre sull'isola

Anche perché bisogna fare i conti con una situazione che ora ci siamo parzialmente lasciati alle spalle. Erano i tempi più duri della pandemia e in ospedale erano in crisi. Mancavano le maschere per l'ossigeno e pure l'idea di raggiungere la madre, per la figlia si è trasformata in poco tempo in un'utopia. Perché i voli per l'estero erano contati.

Rabbia e dolore

La figlia teme per la salute della mamma, ha paura che non riesca a farcela, e contatta l'ambasciata. Anche in questo caso, però, non si riesce a risolvere la situazione. Il 27 una telefonata avvisa la figlia che la madre ha avuto un infarto durante il trasferimento verso la clinica. Non c'è stato nulla da fare: la donna è deceduta. Dolore e rabbia, ora, convivono nei sentimenti della figlia, che sente di non essere riuscita a fare qualcosa per salvare la vita della madre. Una donna solare, ex agente di polizia penitenziaria in pensione, dinamica, sempre attiva e pronta a fare nuove esperienze.

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