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perseguitata da un 55enne

Incubo stalking finito dopo tre anni per la pallavolista Alessia Orro

La 23enne era vittima dell'ossessione di un uomo, che la seguiva agli allenamenti e alle partite e la tormentava sui social: il post per invitare tutti a denunciare situazioni analoghe.

Incubo stalking finito dopo tre anni per la pallavolista Alessia Orro
Glocal news 11 Aprile 2022 ore 14:30

Da tre anni la pallavolista di Serie A Alessia Orro viveva un incubo. Al quale hanno finalmente posto fine i Carabinieri, che hanno arrestato il suo stalker, Angelo Persico, mentre la attendeva fuori dal palazzetto dello Sport di Monza, durante l'ennesimo appostamento.   Le indagini sono partite dopo che l'atleta di Serie A e della nazionale italiana volley, ha sporto denuncia. La 23enne ha raccontato ai militari come fosse costantemente perseguitata con messaggi sui social e appostamenti durante le partite da parte di un 55enne. E, purtroppo, non si tratta del primo arresto per il molestatore, che già due anni fa - sempre a causa delle sue attenzioni maniacali verso la professionista - era stato fermato.

La pallavolista Alessia Orro vittima di uno stalker

Come racconta Prima Monza, i Carabinieri hanno immediatamente disposto un sistema di controllo e vigilanza a tutela della vittima. Operazioni che hanno consentito - nel pomeriggio di domenica 10 aprile 2022 - di localizzare l'auto del 55enne a Villasanta, in Brianza. La Centrale operativa ha allertato le pattuglie che sono riuscite a rintracciarlo poco dopo presso il palazzetto dello Sport monzese.

Il 55enne, originario della zona di Novara, era appostato, in attesa dell'arrivo della pallavolista. Fermato dai Carabinieri, non ha opposto resistenza. E' stato portato in carcere in attesa dell'udienza di convalida.

Il precedente e la polemica

Nel 2019, quando la giocatrice, allora di 21 anni, militava nella squadra di Busto Arsizio, era stato già arrestato. Ma questo non gli aveva impedito di rimettersi a perseguitare Orro: anche quando era stata acquistata dalla squadra di Monza, aveva ripreso a tempestarla di messaggi sui social e a seguirla non solo alle partite, ma pure agli allenamenti. Un vero e proprio incubo per la giovane, alla quale non è rimasto che chiedere aiuto alle autorità.

Come racconta Prima Novara la Procura - in occasione del primo fermo di Persico, nel 2019 - aveva chiesto restasse in carcere, invece dopo pochi giorni dall'arresto l'uomo era tornato a casa, ai domiciliari. La gip di Varese Nicoletta Guerrero aveva infatto accolto l'istanza della legale di Persico, Paola Ranghino.

Angelo Persico, stalker novarese della pallavolista Orro, ai domiciliari: è polemica

L'azione dello stalker

Persico, invaghitosi della Orro, le avrebbe dapprima solo scritto sui social. Poi si sarebbe presentato sia agli allenamenti che alle partite a Busto, fino a seguire la squadra anche in trasferta alloggiando negli stessi hotel. Dalle parole è velocemente passato a veri e propri pedinamenti conditi da minacce chiedendo incontri sessuali.

Il messaggio di Orro

La pallavolista, dopo l'ennesima disavventura, ha condiviso sul suo profilo Instagram un messaggio in cui incoraggia a denunciare situazioni analoghe:

"Mi sento in dovere come atleta e personaggio pubblico di condividere con voi quello che ormai piano piano sta uscendo ovunque.. Vorrei dare l’esempio non solo dentro il campo, ma anche e soprattutto fuori, aiutare tutte le persone che hanno o stanno passando questo momento difficile come è successo a me in passato e in questo ultimo periodo. Ragazzi e ragazze non abbiate paura di denunciare, la violenza, in qualsiasi forma essa sia, non va assolutamente sottovalutata. Siate coraggiosi, perché io in prima persona so benissimo quanto possa essere difficile, soprattutto quando ti rendi conto che il passato potrebbe tornare nel presente, ma vi posso assicurare che sarebbe ancora più difficile affrontarlo da soli! Vorrei ringraziare innanzitutto i carabinieri che mi hanno protetta in questo cammino, rendendosi sempre disponibili in ogni occasione".

"Un ringraziamento speciale va anche alla mia società, Vero volley Monza, che mi ha sostenuta e aiutata ad affrontare questo brutto episodio, tutelandomi in ogni situazione. I ringraziamenti non finiscono qui, e questi sono i più importanti di tutti, grazie davvero a tutte le persone che mi sono state accanto ultimamente, cercando di rendermi le giornate migliori e strappandomi qualche volta anche un sorriso, senza di voi sarebbe stato tutto più difficile. È stato Doloroso riaprire una vecchia ferita, ma sono estremamente felice che tutto questo per ora sia finito. Grazie per sostenermi sempre".

 

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