Cronaca
Fatta giustizia

Violentò una donna al Monte Stella: condannato a 6 anni e 8 mesi

Era stato incastrato dall'esame del dna. Ibrahima Camara, 24enne del Senegal, dopo la pena carceraria sarà espulso dalla nazione.

Violentò una donna al Monte Stella: condannato a 6 anni e 8 mesi
Cronaca Milano, 16 Marzo 2021 ore 09:44

Dovrà scontare 6 anni e 8 mesi di reclusione Ibrahima Camara, 24 anni, originario del Senegal, accusato di aver violentato una donna di 45 anni al parco del Monte Stella lo scorso 15 luglio 2020. La donna stava passeggiando nell’area verde insieme al suo cane, quando è stata afferrata e spinta in uno spazio poco visibile. Il 24enne, con precedenti e senzatetto, ne aveva abusato per poi scappare via.

Donna violentata al Monte Stella

Era lo scorso 15 luglio 2020 quando la vittima della violenza, poco dopo le 18, aveva deciso di fare una passeggiata con il suo cane nel parco del Monte Stella del quartiere di San Siro. Ad un tratto, la donna di 45 anni si è sentita strattonare alle spalle da un uomo, di origini straniere che l’ha trascinata dietro alcuni alberi e l’ha violentata. Una volta terminato l'abuso, l'aggressore se l'era data a gambe senza lasciare nessuna traccia.

Immediato l’intervento della polizia, allertata dai soccorritori che hanno portato la donna di corsa al pronto soccorso della Clinica Mangiagalli.

Incastrato dal dna

Le indagini lampo per trovare il responsabile della violenza sessuale sulla donna di 45 anni al parco Monte Stella erano iniziate dalla visione di ore di filmati registrati dalle telecamere della zona e dal monitoraggio di alcuni cittadini senza fissa dimora soliti frequentare la zona adiacente il parco e che trovano ricovero nel mercato abbandonato di via Isernia.

Tra i soggetti individuati, i poliziotti, sabato 18 luglio scorso, avevano accompagnato in Questura un cittadino senegalese di 24 anni, irregolare sul territorio nazionale: oltre al fotosegnalamento per l’inserimento e le verifiche in banca dati, all’uomo era stato effettuato un tampone salivare.

Gli accertamenti scientifici effettuati con urgenza dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Milano sul luogo dove era avvenuta la violenza e sugli indumenti della vittima, avevano portato a verificare la totale corrispondenza del dna dell’autore del crimine con quello dell’uomo accompagnato in Questura. Gli investigatori della Squadra Mobile avevano quindi eseguito il fermo del senegalese il quale era risultato presente nella banca dati della polizia sotto vari alias, controllato per la prima volta a Milano nel 2014.

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6 anni e 8 mesi di carcere

Ibrahima Camara, il 24enne del Senegal autore della violenza ai danni della 45enne, è stato giudicato con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) e condannato a sei anni e otto mesi di carcere. Dopo aver scontato la pena sarà espulso dall’Italia.