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Tirano un filo da pesca per gioco in strada e rischiano di decapitare un motociclista

Quando il centauro è passato col suo scooter non poteva vedere quel filo invisibile teso all'altezza del collo.

Tirano un filo da pesca per gioco in strada e rischiano di decapitare un motociclista
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Come si possa anche solo lontanamente immaginare uno scherzo del genere, è uno dei misteri legati agli abissi della mente umana. Eppure è successo davvero: due adolescenti hanno teso per strada un filo da pesca e passando un motociclista se l'è preso sul collo, procurandosi una profonda ferita e rovinando inevitabilmente a terra.

Tirano un filo da pesca per gioco in strada

Come riporta News Prima, è accaduto ad Alassio, in Liguria, e poteva andare molto peggio. Quel tipo di fili può infatti variare di molto, fino a raggiungere in grossezza e resistenza livelli tali che consentono di pescare pesci anche di decine di chili: se lo spessore fosse stato maggiore e la velocità della moto più elevata, il centauro avrebbe rischiato di essere addirittura decapitato.

Invece al 27enne di Diano Castello finito in ospedale sul collo resterà una cicatrice indelebile, così come la paura di quei momenti, che non avrebbe mai voluto vivere.

La sua "fortuna" è il fatto che i due teenager abbiano trovato il rotolo di filo da pesca per caso e che altrettanto fortuitamente il filo fosse un normale filo da pesca non d'altura...

I due, un 17enne di Torino e un amico 16enne di Milano, lo scorso 30 luglio stavano aspettando il pullman che li avrebbe riportati a casa dopo una vacanza e nel portaoggetti rimasto aperto di un motorino parcheggiato vicino alla fermata del bus, hanno scorto il rotolo di filo. Da lì l'insana idea di tirarlo "per vedere cosa sarebbe successo".

Quando il centauro è passato col suo scooter non poteva vedere quel filo invisibile all'altezza del collo. La polizia locale di Alassio invece i due sciagurati li ha visti bene e identificati attraverso il sistema di videosorveglianza: come riporta Prima la Riviera, sono stati denunciati alla procura dei minori di Genova.

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