La morte di Alexander Adarich, il banchiere ucraino di 54 anni precipitato il 23 gennaio dal quarto piano di un palazzo di via Nerino, a Milano, si inserirebbe in un contesto ben più complesso di un semplice incidente. Il punto delle indagini.
Banchiere ucraino precipitato dalla finestra del b&b a Milano, il figlio accusa: “Un incontro-trappola per rapinarlo”
MILANO – Un appuntamento fissato via Telegram, un appartamento preso in affitto nel centro di Milano e un volo nel vuoto che, secondo gli inquirenti, sarebbe arrivato quando Alexander Adarich era già morto. È questo il quadro attorno alla morte del 54enne banchiere ucraino, precipitato il 23 gennaio dal quarto piano di un b&b in via Nerino.
Al centro dell’inchiesta c’è un incontro fissato tramite Telegram, che secondo il figlio Igor si sarebbe rivelato una vera e propria trappola.
L’appuntamento: la ricostruzione degli investigatori
L’appuntamento era stato organizzato da un uomo che si faceva chiamare “Kirill”, che aveva indicato come luogo un appartamento Airbnb al civico 8 di via Nerino. Padre e figlio erano arrivati a Milano la mattina stessa, atterrando poco dopo mezzogiorno e raggiungendo il centro città in treno e poi in taxi. Nell’abitazione, però, non avrebbero trovato solo l’interlocutore atteso: con lui, stando al racconto di Igor reso alle autorità spagnole, c’erano altri uomini, descritti come russi e “professionisti”.
Sequestrati per ore nell’appartamento e poi il volo nel vuoto del 54enne
Secondo questa ricostruzione, i due sarebbero stati trattenuti con la forza per alcune ore, separati e immobilizzati. Dai sistemi informatici risulta che, prima dell’intervento delle forze dell’ordine, dal conto di Adarich sia partita un’operazione in criptovalute, con il trasferimento di una somma verso un wallet sconosciuto.
Poco dopo, intorno alle 18, il 54enne è precipitato nel vuoto. Gli accertamenti medico-legali indicano però che l’uomo era già morto prima della caduta: sul corpo sono stati riscontrati segni di violenza, solchi ai polsi compatibili con legature e lesioni al volto e al collo che fanno ipotizzare uno strangolamento.
Il figlio Igor è riuscito a ripartire per la Spagna
Igor racconta di essere stato rilasciato alcune ore dopo, minacciato e accompagnato alla porta dell’appartamento, non senza minacce. Privato del telefono ma ancora in possesso dei documenti, ha lasciato l’Italia tornando in Spagna, dove si è rifugiato dalla madre. Solo dopo essere stato contattato dalla seconda moglie del padre, preoccupata per il silenzio prolungato (l’ultimo messaggio di Adarich risaliva alle 14 del 23 gennaio), ha deciso di presentarsi ai Mossos d’Esquadra per raccontare quanto accaduto.
I guai precedenti del banchiere ucraino
La figura di Adarich era da tempo al centro di vicende controverse. Dopo una carriera di primo piano nel sistema bancario ucraino, era finito coinvolto nel dissesto della Fidobank, liquidata dalle autorità di Kiev per una presunta appropriazione indebita legata a investimenti e obbligazioni gonfiate. Dal 2017 viveva a Barcellona, mantenendo interessi societari in diversi Paesi europei e in giurisdizioni offshore. Negli ultimi mesi, secondo quanto riferito dalla moglie, si sarebbe mostrato preoccupato per minacce ricevute, riconducibili a debiti attribuiti al figlio Igor.
Le indagini proseguono per risolvere il giallo
A Milano le indagini sono affidate alla Squadra mobile, coordinata dal pm Rosario Ferracane. Gli investigatori stanno verificando la versione fornita dal figlio e analizzando i filmati delle telecamere della zona per identificare tutte le persone entrate e uscite dall’appartamento. Tra queste, anche un uomo visto affacciarsi alla finestra del b&b e poi allontanarsi dopo aver scambiato alcune frasi in inglese con la custode dello stabile.