la cronaca

Summit dei Patrioti, slogan forti e vecchie ricette: il raduno sovranista di Salvini divide Milano

Tra attacchi all’Ue, polemiche sulla “remigrazione” e tensioni in piazza, l’evento dei Patrioti europei mostra la ben poca compattezza sul tema nel fronte del centrodestra

Summit dei Patrioti, slogan forti e vecchie ricette: il raduno sovranista di Salvini divide Milano

Matteo Salvini sabato 18 aprile ha riunito alcuni alleati europei in piazza Duomo sotto lo slogan “In Europa padroni a casa nostra”, ma tra assenze pesanti e tensioni interne alla stessa coalizione, l’operazione è apparsa meno compatta di quanto annunciato.

Duomo blindato, slogan forti e vecchie ricette

MILANO – In una piazza Duomo militarizzata e circondata dalle proteste, Matteo Salvini ha provato a rilanciare la sua leadership europea con il raduno dei cosiddetti Patrioti. Il risultato, però, è apparso meno solido della narrazione proposta dal palco: tra assenze rilevanti, alleati tiepidi e contenuti già sentiti, l’evento ha mostrato più limiti che slancio.

A dare manforte al leader leghista sono arrivati dalla Francia Jordan Bardella e dall’Olanda Geert Wilders, mentre l’assenza di Viktor Orbán — comunque omaggiato dal palco — ha pesato simbolicamente.

Nel frattempo, a pochi passi, la città raccontava un’altra storia: cortei, tensioni e idranti a segnare una giornata dai toni molto accesi.

Temi identitari, sull’immigrazione e la remigrazione

Il cuore politico della manifestazione si è concentrato sui temi identitari e sull’immigrazione, con il ritorno — tutt’altro che chiarito — del concetto di “remigrazione”. Salvini ha tentato di riformularlo come un sistema di permessi “a punti”, ma la spiegazione non ha dissipato le ambiguità, né le critiche. Non a caso, da Forza Italia sono arrivate prese di distanza, segno di una maggioranza tutt’altro che allineata.

Linea dura verso l’Europa

Sul fronte europeo, il copione non cambia: attacchi al Green Deal, al Patto di stabilità e a Bruxelles, descritta come distante e dannosa. Una linea dura che però resta più dichiarativa che operativa, senza indicare alternative concrete credibili.

Forza Italia prende le distanze e rilancia da Milano un’iniziativa alternativa

Il tema della “remigrazione”, rilanciato nei giorni scorsi, ha aperto crepe evidenti anche tra gli alleati. Da Forza Italia è arrivato un vero e proprio fuoco amico, con prese di distanza nette da un concetto giudicato divisivo e difficile da sostenere politicamente. Non a caso, mentre in piazza Duomo andava in scena il raduno leghista, all’Arco della Pace si teneva un’iniziativa parallela promossa da Amir Atrous, focalizzata sugli italiani di seconda generazione: un segnale chiaro di discontinuità nella narrazione.

Sul palco, invece, la linea è rimasta quella più rigida. Gli interventi degli ospiti internazionali si sono concentrati su un mix ormai consolidato: allarme sull’“islamizzazione” del continente, lotta all’immigrazione irregolare, controllo delle frontiere e difesa dei valori cristiani dell’Europa. Temi che puntano a mobilitare, ma che vengono riproposti senza particolari elementi di novità.

Gli ospiti internazionali hanno amplificato i toni: Bardella ha difeso Salvini sul caso Open Arms, mentre Wilders ha spinto su una narrazione securitaria, dipingendo Milano come una città fuori controllo. Dichiarazioni forti, ma che sembrano puntare più all’effetto che alla sostanza.

Il corteo verso piazza Duomo (Foto Mianews)

Proteste e cortei contro il Summit

Intanto fuori dalla piazza ufficiale, tre cortei di protesta hanno attraversato Milano. In particolare quello partito da piazza Tricolore ha visto scontri con la polizia: fumogeni, petardi e tentativi di sfondare i blocchi, respinti con l’uso degli idranti.

Il corteo degli antagonisti (foto Mianews)

Alla fine, il raduno si chiude senza sorprese: molti slogan, pochi elementi nuovi e diverse contraddizioni. Più che un passo avanti nella costruzione di un’alternativa europea, una riproposizione di posizioni già note.

Voci dalla piazza dei patrioti

Valditara: “Occidente sia unito, no alla guerra tra le due sponde dell’Atlantico”

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara presente alla manifestazione della Lega con i Patrioti europei:

“Oggi è il giorno dell’orgoglio di una Patria e sacro dovere è la sua difesa. Senza paura. In Europa padroni a casa nostra”.  In piazza del Duomo Valditara ha parlato di un “sano patriottismo che non è aggressivo nazionalismo, ripudiamo la guerra, il nostro è amore è verso la pace – ha aggiunto – verso le nostre radici e la nostra identità”. “Dobbiamo riscoprire i valori dell’Occidente e i valori della nostra civiltà – ha concluso – e l’occidente deve rimanere unito, guai a farci la guerra tra le due sponde dell’Atlantico”.

Salvini: “Remigrazione non è casa per tutti” e lancia il permesso a punti

“‘Remigrazione’ non significa rimandare a casa tutti quelli che incontri per strada, significa che anche il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia: tutti sono i benvenuti se però commetti degli errori, dopo la patente a punti” c’è anche “il permesso di soggiorno a punti. Dopo diversi errori torni a casa tua, non ti abbiamo dato fiducia all’infinito”: ha detto leader della Lega, Matteo Salvini, dal palco della manifestazione.

“Noi non abbiamo bisogno di un esercito europeo ma di un’Europa che ci aiuti a difendere i confini dall’immigrazione clandestina e dal fanatismo islamico. Vogliamo difendere la nostra identità che è generosa, accogliente, solidale e cristiana e vogliamo dare la precedenza a una immigrazione da paesi vicini a noi per cultura e per valori. Vogliamo garantire un’integrazione vera e non il caos che serve solo alla sinistra globalista per pagare di meno gli operai nelle fabbriche” – ha poi aggiunto Salvini, concludendo: “Il problema non è l’Islam ma è chi usa l’Islam e il Corano per cancellare secoli di storia di diritti e di libertà conquistate: se qualcuno ancora nel 2026 ritiene che, nel nome della sua religione, la donna abbia meno diritti dell’uomo non è il benvenuto in Italia e in Europa, se qualcuno ancora nel 2026 ritiene che l’infedele vada ammazzato non è il benvenuto e può tornare al suo paese”.

Fontana: “Stop all’ideologie green, libertà di scelta in economia e nucleare”

“Un pomeriggio per sognare un’Europa diversa, con proposte concrete: stop all’ideologie green, libertà di scelta in economia, nucleare e libertà di approvvigionamento energetico. Un’Europa capace di intervenire davvero per i suoi cittadini anziché nascondersi dietro la burocrazia. Frontiere, sicurezza, legalità: i leader europei dei Patrioti hanno parlato chiaro. E hanno più volte citato la Lombardia come esempio virtuoso di economia per tutta Europa. Complimenti a Matteo Salvini per questa giornata pienamente riuscita”, così sui social il presidente della Regione Attilio Fontana che nel pomeriggio ha partecipato al Summit.