È quanto denunciato da una studentessa scozzese di 25 anni, arrivata in Italia nell’ambito del programma Erasmus, che nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre ha chiesto aiuto dopo essere uscita dall’abitazione di un coetaneo russo, universitario e residente in provincia di Ravenna.
L’incontro su Tinder, la serata insieme e poi l’accusa di violenza sessuale
MILANO – Una serata iniziata con un incontro conosciuto attraverso un’app di dating si sarebbe conclusa, secondo il racconto della giovane, con una violenza sessuale.
Eerano circa le 2.19 quando un’ambulanza è intervenuta in via Pier Luigi da Palestrina, all’angolo con via Doria. La ragazza è stata accompagnata alla Mangiagalli, dove è stata sottoposta agli accertamenti previsti nei casi di violenza e ha potuto usufruire del percorso di assistenza dedicato alle vittime.
La denuncia ai carabinieri del Nucleo Radiomobile
Dopo le dimissioni, la 25enne nlla mattinata seguente ha deciso di formalizzare l’accusa presentandosi dai carabinieri del Nucleo Radiomobile. I militari, coordinati dalla Procura, hanno quindi avviato gli accertamenti nei confronti del giovane, che al momento risulta indagato a piede libero. L’ipotesi di reato è quella di violenza sessuale e, per il procedimento, è stata attivata la procedura prevista dal Codice Rosso.
Dalla conoscenza virtuale all’appuntamento
La vicenda sarebbe iniziata alcuni giorni prima, quando i due si sono conosciuti attraverso Tinder. Dopo essersi scambiati alcuni messaggi, avrebbero deciso di incontrarsi di persona.
Il primo appuntamento è avvenuto sabato sera in un locale. Successivamente, la studentessa avrebbe accettato l’invito del coetaneo a proseguire la serata nella sua abitazione, situata nella zona di piazzale Loreto. È proprio all’interno dell’appartamento che, secondo la denuncia della ragazza, si sarebbe consumata la violenza. La giovane avrebbe riferito di essere stata costretta a subire atti sessuali contro la propria volontà.
A un certo punto sarebbe riuscita a lasciare l’abitazione con una scusa e a raggiungere la strada. Qui avrebbe cercato aiuto tra le persone ancora presenti in zona, facendo successivamente scattare l’intervento dei soccorsi. La chiamata alla centrale operativa ha portato all’invio dell’ambulanza e degli equipaggi intervenuti per raccogliere le prime informazioni sull’accaduto.
Accertamenti in corso
Dopo gli esami effettuati alla Mangiagalli, la studentessa ha scelto di sporgere denuncia. Nel frattempo i militari hanno identificato il giovane all’interno della sua abitazione. L’universitario, residente in provincia di Ravenna e attualmente iscritto in una università milanese, che non avrebbe precedenti, è stato quindi denunciato a piede libero.
L’indagine dovrà ora ricostruire con precisione quanto avvenuto nelle ore precedenti alla richiesta di aiuto. Tra gli elementi che potrebbero essere acquisiti ci sono i messaggi scambiati dai due prima dell’appuntamento e le eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona.
La ragazza potrebbe inoltre essere nuovamente ascoltata dagli investigatori, per fornire ulteriori dettagli sulla serata e sull’accaduto, anche alla luce dello stato di choc nel quale si trovava nelle ore immediatamente successive ai fatti.
Resta naturalmente da acquisire anche la versione del giovane, che potrebbe fornire una ricostruzione differente della serata e sostenere di non aver interpretato come contrario il comportamento della ragazza. Saranno gli accertamenti della Procura e dei carabinieri a chiarire la dinamica e, soprattutto, a verificare quanto denunciato dalla studentessa.