Ha confessato

Strangola la compagna, vive in casa col cadavere per tre giorni poi si rifugia in un ostello milanese

Lidia Peschechera era un'attivista animalista e viveva a Pavia. Il delitto avvenuto al culmine di un litigio.

Strangola la compagna, vive in casa col cadavere per tre giorni poi si rifugia in un ostello milanese
Cronaca Milano, 19 Febbraio 2021 ore 11:35

Omicidio Lidia Peschechera, il compagno 28enne ha confessato: come riporta Prima Pavia, l'ha strangolata, poi è rimasto in casa con il cadavere per tre giorni prima di rifugiarsi in un ostello di Milano.

Omicidio Lidia Peschechera

L'ha strangolata. Ha confessato A.N., il 28enne, con il quale Lidia Peschechera aveva una relazione. Un delitto avvenuto al culmine dell'ennesimo litigio lo scorso 12 febbraio. Poi, nonostante la presenza del cadavere, è rimasto nella casa per altri tre giorni, fino al 15. Con il cellulare della vittima ha inviato dei falsi messaggi al datore di lavoro per non allarmarlo della sua presenza.

Il ritrovamento del corpo

Ma lui, leggendo quegli strani messaggi, si è insospettito lo stesso. Ed ha allertato l'ex marito. Poiché la porta d’ingresso risultava chiusa a chiave, i soccorritori sono stati costretti ad entrare da una finestra. Una volta all’interno dell’abitazione hanno subito trovato il cadavere della 49enne, ormai in evidente stato di decomposizione, coperto da un asciugamano, ancora con i vestiti e le scarpe addosso, adagiato nella vasca da bagno.

In carcere a Pavia

Gli inquirenti ci hanno messo poco a capire cosa poteva essere successo. A.N. nel frattempo aveva fatto perdere le sue tracce. Lo hanno trovato dopo un'indagine lampo in un ostello di Milano, dove si era rifugiato per sfuggire alle ricerche. Portato presso gli Uffici del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri il 28enne, interrogato dal Procuratore della Repubblica Dottor Mario Venditti e dal Sostituto Procuratore Dottoressa Diletta Balduzzi, ha confessato il delitto. Ora si trova in carcere a Pavia e dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato.

Il cordoglio

La donna, era molto conosciuta per le sue battaglie animaliste. Ma era anche una convinta vegana, antifascista e sostenitrice delle cause Lgbt. Tantissimi i messaggi di cordoglio apparsi in queste ore sulla pagina Facebook di Lidia Peschechera:

"Cara Lidia Peschechera, con te se ne va una parte di umanità, forse la più bella. Ci mancherà il tuo sorriso carico d’amore per i più deboli. Chi ti doveva donare amore ti ha spento nel modo più vile che si chiama femminicidio".

"Sei sempre stata dalla parte dei più deboli, sei sempre stata dalla parte degli animali. Hai trascorso la tua vita a dare voce a chi una voce non ha. Chi doveva amarti e proteggere ha pensato bene di usare le sue mani per ucciderti. Sei stata una zia speciale per tutti i nostri amici a 4 zampe. Vola in alto Lidia  e da un bacio a tutti i pelosi che sono lì ad aspettarti".

"Senza parole... Ciao Lidia, il mondo animalista perde un'altra stella lucente....."

"Sono sconvolto per la terribile morte di Lidia Peschechera, per mano del suo compagno. Conoscevo bene Lidia, la sua generosità, il suo impegno e il suo amore verso gli animali. Volontaria instancabile che aiutava cani e gatti ma anche persone in difficoltà. Che la terra ti sia lieve". gianluca.comazzi@consiglio.regione.lombardia.it

"L' addio ad una volontaria
Non lo meritavi Lidia Peschechera
Come tutte le donne vittime di violenza da parte di quegli esseri spregevoli che si portano accanto come compagni di VITA che invece di trasformano in compagni di MORTE, hai abbandonato questa terra per merito del mostro che ti ha tolto la Vita. Riposa in pace donna e guerriera che non meritavi questo destino"

Un messaggio lo ha voluto lasciare anche l'Oipa, l'organizzazione Internazionale Protezione Animali:

«Siamo molto addolorati per questa tragedia che ha colpito una di noi», dichiara il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. «Sempre in prima linea per la difesa dei diritti degli animali, sognava la pace per tutte le vittime senza voce e un mondo vegano. Era un’attivista a 360 gradi, non escludendo nessuno tra i più deboli. E questo, a quanto apprendiamo leggendo le cronache, forse ha segnato la sua fine».