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Sequestro con riscatto a Milano: legano un'imprenditrice in casa e chiedono 80mila euro per liberarla

Grazie all'indagine della Polizia i due sequestratori sono stati intercettati e arrestati. 

Sequestro con riscatto a Milano: legano un'imprenditrice in casa e chiedono 80mila euro per liberarla
Cronaca Milano, 10 Dicembre 2021 ore 12:13

Come fosse uno dei peggiori thriller ambientato in decenni passati, quello che ha vissuto una donna di origini cinesi a fine novembre è purtroppo una triste realtà: dopo essere stata attirata in un appartamento con un raggiro è stata segregata in casa e obbligata a rivelare il contatto di qualcuno che avrebbe pagato 80mila euro per liberarla. Grazie all'indagine della Polizia però i due sequestratori sono stati intercettati e arrestati.

Arrestati due cittadini cinesi

La Polizia di Stato ha arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Milano, a seguito di richiesta del Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano dottor Carlo Scalas, coordinato dal Procuratore Aggiunto dottoressa Laura Pedio, due cittadini cinesi gravemente indiziati, assieme ad altri due complici indagati per gli stessi fatti nello stesso procedimento penale, del sequestro di persona e di rapina ai danni di una quarantenne imprenditrice cinese, avvenuti a novembre 2020 in via Fioravanti a Milano.

L’attività investigativa condotta dai poliziotti della Sezione Omicidi della Squadra Mobile ha consentito di ricostruire tutti i passaggi successivi al sequestro di persona, la fuga in Emilia-Romagna degli autori e la loro identificazione.

Donna in stato confusionale soccorsa da una Volante

Il 21 novembre 2020 una volante della Questura di Milano aveva soccorso in via della Moscova una signora in evidente stato confusionale che aveva al polso un braccialetto ospedaliero: la donna si era appena allontanata dall’accettazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli dopo un incidente automobilistico. La 40enne, dopo le cure mediche, aveva riferito in Questura di essere stata vittima, il giorno precedente, di un sequestro di persona e di una rapina a Chinatown ad opera di due suoi connazionali che l’avrebbero picchiata, legatole i polsi con del nastro adesivo, minacciata di morte con coltelli e pistole prima di obbligarla a rivelare il nome di un contatto che avrebbe provveduto ad effettuare un bonifico di 80mila euro dopo che i rapinatori avessero simulato di essere la signora; infine, l’avrebbero narcotizzata e si sarebbero allontanati rubandole anche i cellulari e le carte di credito.

Era stata sequestrata da due connazionali

La donna, con evidenti segni di legatura ai polsi, aveva un ematoma frontale dovuto al sinistro automobilistico causato in zona Paolo Sarpi dallo stato confusionale in cui si trovava e che era stato determinato dalla sostanza che era stata costretta a bere. Ai poliziotti aveva aggiunto di essersi recata presso un’abitazione di via Fioravanti dopo un appuntamento con due connazionali, conosciuti solo via telefono, per effettuare un investimento finanziario da 50mila euro.

Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile, dopo il sopralluogo svolto con la Polizia Scientifica nell’appartamento in cui sono state rinvenute tracce di sangue nella camera da letto, risultato affittato da una cittadina cinese a connazionali per incontri di affari, hanno consentito, attraverso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona, di individuare la via di fuga degli autori e seguirne i successivi spostamenti in auto che, da via Bramante e via Sarpi, li hanno portati quel giorno stesso a Parma.

L'attività investigativa della Squadra Mobile

L’attività investigativa che ne è seguita, supportata da intercettazioni telefoniche, ha portato i poliziotti della Squadra Mobile a individuare gli autori materiali del sequestro: si tratta di due cittadini cinesi, attualmente detenuti nella Casa Circondariale di Bologna per fatti analoghi commessi in quella provincia, e altri due complici loro connazionali. Gli elementi investigativi sono stati confermati dalle risultanze delle analisi, elaborate dagli agenti della Polizia Scientifica di Milano, dei profili del DNA campionati al momento del primo sopralluogo sulla scena del crimine che corrispondono ai due soggetti arrestati.