Cronaca
L'allarme lanciato dalla madre

Sequestrato e obbligato a prostituirsi, a Milano finisce l'incubo di un 18enne

Il giovane era stato attirato nella trappola con la garanzia di un lavoro in un centro massaggi in Svizzera.

Sequestrato e obbligato a prostituirsi, a Milano finisce l'incubo di un 18enne
Cronaca Milano, 14 Marzo 2022 ore 15:05

La Polizia di Stato di Milano ha arrestato un uomo e una donna, cittadini romeni di 25 anni, per sfruttamento della prostituzione in concorso mentre sta indagando su un loro connazionale di 30 anni in stato di libertà: i tre avrebbero sequestrato e costretto a prostituirsi un ragazzo di soli 18 anni.

L'allarme lanciato dalla madre della vittima

Nel pomeriggio di lunedì scorso, la Centrale Operativa della Questura di Milano ha ricevuto una segnalazione dalla Polizia romena: una donna 45enne romena segnalava il sequestro di suo figlio, di soli 18 anni, che l'aveva allertata dicendo che si trovava in una struttura ricettiva in via Zuretti a Milano.

Gli agenti del Commissariato Greco Turro di Milano sono intervenuti e, una volta entrati nella struttura ricettiva indicata dai colleghi rumeni, hanno individuato una camera dalla quale si sentivano i rantoli di una persona in difficoltà.

La porta della camera è stata aperta da uno dei due 25enne che, alla vista dei poliziotti, ha avuto un comportamento alterato e nervoso mentre alle sue spalle la vittima faceva un cenno per segnalare l'uomo agli agenti prima di nascondersi in camera. All'interno della stanza, oltra alla vittima e all'uomo che ha aperto la porta, i poliziotti hanno trovato la moglie 25enne di quest'ultimo e un altro cittadino romeno di 30 anni, oltre a numerosi profilattici non scatolati e denaro in contanti.

Il giovane 28enne si era ferito cercando di scappare

Il 18enne ha attirato l'attenzione dei poliziotti mostrando delle escoriazioni che si era procurato in un momento di sconforto per potersi, in qualche modo, liberare. Gli agenti milanesi, grazie alla testimonianza della giovane vittima, sono riusciti a ricostruire la storia: tutto era iniziato a gennaio quando, mentre viveva in Romania, era stato contattato dai tre che gli avevano proposto di lavorare in un centro massaggi in Svizzera. Il 22 gennaio scorso, giunto all'aeroporto di Basilea, il giovane era stato accompagnato da due cittadini albanesi in un appartamento, e, dopo avergli sottratto i documenti personali, era stato costretto a prostituirsi e a consegnare loro tutto il provento.

I primi giorni di marzo i due aguzzini e la vittima erano arrivati a Milano venendo raggiunti anche dal 30enne proveniente dalla Romania, avevano prenotato una camera in una struttura ricettiva consegnando al 18enne un cellulare con una sim abilitata solo a ricevere le chiamate degli appuntamenti. Sconcertato e impaurito dalle ripercussioni, la vittima aveva però trovato la forza di reagire riuscendo a collegarsi ad una linea wifi cittadina libera e a lanciare l'allarme alla madre in Romania, grazie alla quale erano stati attivati i soccorsi.

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