Indagini in corso

Scandalo appalti ambulanze truccati, il Coordinamento Soccorritori: "Cosa succederà a Milano?"

La cooperativa sotto la lente della Guardia di Finanza di Pavia opera anche nel capoluogo regionale.

Scandalo appalti ambulanze truccati, il Coordinamento Soccorritori: "Cosa succederà a Milano?"
Cronaca Milano, 19 Marzo 2021 ore 13:22

E' un vero e proprio terremoto, quello che ha scosso il mondo del soccorso, in Lombardia. L'operazione della Guardia di Finanza di Pavia di ieri, giovedì 18 marzo 2021, che ha portato ad arresti ai vertici dell'Asst pavese e della cooperativa First Aid One, ha lasciato il segno anche nella galassia delle tante realtà che operano a livello regionale prestando servizio per il 118 sotto il coordinamento dell'Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu).

Coordinamento Soccorritori: "Cosa succederà a Milano?"

Il Milano Coordinamento Soccorritori, nato a gennaio proprio per tutelare i protagonisti di un'attività essenziale per la salute di tutti noi, alla luce di quanto accaduto, si interroga sul futuro del soccorso e su quali ripercussioni potrebbero ora verificarsi.

"Cosa succederà al Policlinico di Milano, all'Ospedale Sacco e in tutte le strutture pubbliche in cui tale cooperativa opera? Le Aziende Ospedaliere si prenderanno in carico la situazione? Quanto emerso è allarmante. Nonostante per noi sia solo l'ennesima conferma, ora è lampante lo sfruttamento sistematico dei lavoratori da parte di tale cooperativa. Areu come ha intenzione di muoversi?".

Le preoccupazioni si indirizzano in particolare verso il bando per le nuove convenzioni sul capoluogo (e non solo): il coordinamento chiede di verificare e di scongiurare che vi siano legami possibili fra realtà che hanno preso parte alla gara aperta lo scorso ottobre e la cooperativa ora indagata, che ha sede legale a Pesaro e fa parte di un consorzio più ampio con sede a Messina.

Le indagini della Guardia di Finanza sono ancora in corso.

Il sostituto procuratore di Pavia Roberto Valli e il procuratore aggiunto Mario Venditti, hanno disposto ieri perquisizioni e sequestri di apparati informatici in diverse regioni (Lombardia, Marche, Lazio e Sicilia) per i reati di turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture.

"È ora di dare dignità a tutti i soccorritori lombardi con risposte chiare e definitive, con prese di posizione forti da parte delle istituzioni. I lavoratori del soccorso lombardo meritano contratti che superino i 48 mesi delle convenzioni, condizioni sanitarie migliori di quelle attuali, stipendi garantiti e dignitosi. Basta coprirsi gli occhi, ormai non ci sono più scuse!".

Così conclude Milano Coordinamento Soccorritori.

Scandalo appalti ambulanze truccati: l'origine

Tutto è partito dalla scoperta di numerose irregolarità nel bando di gara indetto dalla ASST di Pavia nel 2017, per l’affidamento dei servizi di trasporto in ambulanza svolti da First Aid per gli ospedali di Voghera, Vigevano, Mede, Mortara, Casorate Primo, Broni e Stradella.

La tesi delle Fiamme gialle è che la cooperativa, dopo essersi aggiudicata un appalto del valore di circa 2 milioni di euro, abbia spesso mancato di garantire, già dai primi mesi di operato, il servizio richiesto dall’appalto, creando numerosi e continui disservizi uniti a sensibili ritardi e mancate prestazioni sanitarie, spesso confermati anche da molte segnalazioni pervenute dai pazienti trasportati e dai medici in servizio presso i presidi ospedalieri, facendo presuppore l’utilizzo di un numero di autoambulanze e automediche inferiore a quello che era stato contrattualmente previsto.

Lavoratori sottopagati fatti passare per volontari

Durante la partecipazione al bando di gara la cooperativa ha potuto presentare all’ASST di Voghera un’offerta anomala, talmente fuori mercato (perché quanto offerto non copriva neanche i costi del servizio) da impedire la partecipazione di tutte le altre associazioni presenti nella provincia di Pavia che per anni avevano svolto lo stesso servizio in convezione.

Le Fiamme gialle hanno accertato che la base d’asta dell’appalto era stata fissata illegalmente a una soglia inferiore alle tariffe regionali, causando, di fatto, l’esclusione automatica degli altri operatori sanitari che non avrebbero mai potuto accettare lecitamente un’offerta cosi svantaggiosa.

La società che ha vinto l’appalto ha indicato costi del lavoro dei propri dipendenti, ben inferiori ai minimi salariali previsti dal contratto collettivo nazionale, costringendo i propri lavoratori a prestare anche attività come volontari, traendone un vantaggio che ha consentito loro di presentare un’offerta palesemente anomala per aggiudicarsi l’appalto.

Secondo la Finanza i vertici della Asst di Pavia sapevano. Le misure cautelari hanno raggiunto il direttore generale Michele Brait e il responsabile unico del procedimento Davide Rigozzi, ma anche due amministratori di First Aid One.

Le rivendicazioni del l Milano Coordinamento Soccorritori

Il coordinamento è nato a gennaio in un momento delicato per il settore. Sul piatto, infatti, l'assegnazione delle postazioni per le ambulanze e un muovo bando regionale dell'Areu contestato in primis su un punto: la riduzione da due a tre operatori su due terzi delle ambulanze.

Un punto sensibile perché un autista più un soccorritore non possono - da protocolli e procedure - essere sufficienti in diversi casi d'emergenza: ce ne vogliono tre. Secondo la nuova ratio, in quei casi bisognerebbe attendere l'arrivo di una seconda ambulanza.

Con un allungarsi dei tempi d'intervento poco funzionale, secondo il coordinamento.

Ma più in generale, è proprio il sistema dei bandi che assegnano convenzioni a 48 mesi, che per il MCS dovrebbe essere superato per far sì che tanti soccorritori non rimangano precari, essendo il loro lavoro legato a bandi il cui esito di biennio in biennio può cambiare.

Se poi ci si mettono offerte anomale, come nel caso Pavese, il risultato possibile è che realtà che operano da anni sul territorio rischino di venir scalzate.

"E ci sono tante realtà storiche che rischiano la chiusura, come la Croce Oro di Milano, per dirne solo una - ha commentato Francesco Nucera del MCS, che è anche un sindacalista della Funzione pubblica della Cgil - Al momento le assegnazioni stabilite dal nuovo bando sono state differite dal 1 marzo al 1 maggio su Milano e al 16 aprile sulle altre province. Staremo a vedere".

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