Cronaca
La protesta

Ristoratori in tumulto davanti alla sede della Regione: "Chi lavora in sicurezza deve poter aprire"

La polemica: "Possibile che un'intera Regione venga chiusa perché sui Navigli non si fanno rispettare le regole?".

Cronaca Milano, 09 Marzo 2021 ore 15:43

Mattinata di proteste per il settore della ristorazione milanese. Di fronte al Palazzo della Regione Lombardia si è svolto un presidio di protesta dei ristoratori, i quali, chiedono un sostegno economico e la possibilità di poter aprire laddove si riesca a garantire il rispetto delle norme anti-Covid.

IL VIDEO DEL PRESIDIO:

(Le dichiarazioni di Alfredo Zini, presidente di "Botteghe Storiche di Milano" e proprietario del ristorante 'Al Tronco' in zona Isola; Elena Sambin, proprietaria della birreria "Rievoca Pub a Vimodrone" (MI) e Stefano Neri, proprietario del ristorante "Il diavolo e l’acqua santa" a Como)

Ristoratori in presidio

Nel corso della mattinata di oggi, martedì 9 marzo 2021, si è svolto in piazza Città di Lombardia, davanti al Palazzo della Regione, un presidio di protesta che ha visto come protagonista il settore della ristorazione, ancora una volta stroncato dalle chiusure imposte dai Dpcm governativi e che chiede a viva voce un sostegno economico e la possibilità di poter riaprire laddove ci siano le condizioni adatte per garantire la sicurezza.

A fare da capofila delle rivendicazioni dei cinquanta ristoratori milanesi (e non solo), Alfredo Zini, presidente di "Botteghe Storiche di Milano e proprietario del ristorante "Al Tronco" in zona Isola:

"Oggi siamo nuovamente in piazza perché le risposte arrivate fino adesso non sono sufficienti per aprire le nostre attività e per pagare i nostri dipendenti. Il punto è quello di salvaguardare la salute di tutti, e quindi siamo disponibili a fare degli altri sacrifici. Vogliamo però capire cosa ci aspetta nelle prossime settimane: abbiamo sentito parlare di lockdown e stiamo sentendo parlare di un Decreto Sostegni ma non sappiamo come si potrà accedere e quali saranno le risorse messe in campo dal governo Draghi. Chiediamo chiarezza per poter fare il nostro lavoro. Non è solo il governo a doverci dare risposte ma tutte le istituzioni locali, a partire dalla Regione, a cui chiediamo una riforma della legge regionale sul commercio. Ai sindaci chiediamo una revisione dei tributi locali e ai prefetti maggior controllo sul territorio. Molto imprese infatti verranno messe in ginocchio dall’abusivismo che si sta creando. Questo non va bene: se ci sono delle regole tutti dobbiamo rispettarle. Qui ci sono in piazza degli imprenditori che vogliono rispettare le regole e che lo hanno sempre fatto. Questo è quello che chiediamo a un anno di distanza dalla prima chiusura".

"Non si può chiudere tutto perché sui Navigli c'è la movida"

Elena Sambin, proprietaria della birreria "Rievoca Pub" a Vimodrone (MI), ha preso parola per parlare di una situazione ormai arrivata allo stremo. Facendo riferimento al "rave party" della Darsena, secondo il suo punto di vista non è possibile che un'intera Regione venga bloccata perché sui Navigli non vengono fatte rispettare le regole:

"Chi lavora in sicurezza deve poter aprire. Non trovo giusto che debbano chiudere tutti i locali perché in qualche quartiere ci sono la movida e gli assembramenti. Non si può bloccare una regione intera perché sui Navigli non fanno rispettare le regole. Speriamo che ci diano più attenzione, considerando i tributi e gli affitti che dobbiamo continuare a pagare. Vogliamo richiamare nuovamente l’attenzione sulla nostra drammatica situazione, per cercare di incidere su quelli che saranno i prossimi aiuti governativi. Da quel che si è sentito sono irrisori: a questo punto non dateci niente e fateci lavorare".

A conclusione del presidio ha parlato anche Stefano Neri, proprietario del ristorante "Il diavolo e l'acqua santa" di Como:

"Noi siamo ristoratori esodati. Nel 2019 dopo 23 anni di attività abbiamo deciso di ristrutturare il locale e siamo stati chiusi per 4-5 mesi. Tutti gli aiuti ristori contavano sull’apertura proprio in quei mesi e quindi siamo stati tagliati fuori da ogni tipo di sostegno. Ancora oggi dopo il lockdown siamo a zero. Speriamo che nel nuovo decreto si ricordino di noi, però abbiamo molti dubbi. Dopo tutto questo però è difficile fidarsi".

LE IMMAGINI DELLA PROTESTA DEI RISTORATORI:

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