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Rapina da 1 milione di euro al laboratorio orafo: i particolari

Un colpo mirato: nessuno sapeva dell'esistenza del laboratorio orafo, nemmeno i vicini.

Rapina da 1 milione di euro al laboratorio orafo: i particolari
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Rapina da 1 milione di euro al laboratorio orafo: i particolari. (foto "chiaramente" di repertorio)

Rapina da 1 milione di euro al laboratorio orafo: i particolari

MILANO - Ieri mattina si è consumata una rapina da film a Milano, come vi abbiamo raccontato: una banda composta da cinque persone si è introdotta all’interno di un laboratorio orafo in zona Cimiano a Milano e ha sequestrato per quasi due ore i dipendenti.

La dinamica della rapina

Due dei rapinatori, armati di pistola, secondo le prime testimonianze e ricostruzioni, hanno minacciato i lavoratori, mentre gli altri hanno legato e immobilizzato i dipendenti con fascette da elettricista. Con il volto coperto da maschere, hanno sequestrato gli ostaggi fino a quando la proprietaria, una donna italiana di 52 anni, è arrivata per aprire la cassaforte. Gioielli e preziosi portati via, per un valore stimato di oltre un milione di euro, poi la banda è riuscita a scappare.

Un laboratorio semi-nascosto, senza insegne

Il colpo è stato studiato nel minimo dettaglio, così come l’obiettivo era mirato: all’interno di un cortile condominiale nessuna insegna, una sola telecamera. Un grosso cancello grigio e del filo spinato a protezione del muro di recinzione nel cortile, nulla più. Neanche i vicini, secondo alcune testimonianze, erano a conoscenza dell'esistenza del laboratorio orafo.

Le indagini affidate alla divisione Antirapine della SquadraMobile

Pochi elementi al momento sono in mano agli inquirenti: uno dei banditi aveva, secondo i testimoni, una maschera di lattice. Gli altri erano incappucciati e con doppie mascherine. Secondo quanto riporta la Polizia, i lavoratori hanno riferito che alcuni malviventi avevano accento dell’Est mentre altri erano senza alcun dubbio italiani.

Gli uomini della Mobile stanno vagliando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona circostante. Non è infatti ancora chiaro i banditi, siano riusciti ad allontanarsi e se avessero auto o complici all’esterno.

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