catcalling

Quando a molestare una ragazza sono i militari che dovrebbero proteggerla

E' successo a Milano, zona San Siro, a marzo 2021: ora i due uomini rischiano il processo.

Quando a molestare una ragazza sono i militari che dovrebbero proteggerla
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Quello del "catcalling" e delle molestie verbali sarà un trend attuale, sarà di moda, esagerato, criticato o  condiviso, sarà pure portato agli estremi alle volte e utilizzato come scusa per una facciata o una bandiera. Sarà che poi si banalizza, che ci sono diverse sensibilità e che a volte una ragazza è così abituata a sentirsi fischiare da un furgone che passa che quasi (quasi!) non si indigna neppure più: sarà pure tutto, ma il fatto è che sommando i singoli fattori e mettendo l'ultimo fatto di cronaca che vede una ragazza molestata verbalmente da due militari fuori servizio come ciliegina sulla torta, il quadro che viene a crearsi non è né esagerato, né inventato, né idilliaco.

E questo prescinde dalle diverse sensibilità e dalle bandiere sventolate per gioco.

Molestata per un intero pomeriggio da due uomini

Siamo a Milano, in via Morgantini, zona San Siro, è marzo 2021 (non 1950): una ragazza di 20 anni scende sotto casa col cane al guinzaglio, passa accanto al bar dove ci sono due uomini che consumano fuori, la guardano e iniziano a fare apprezzamenti volgari che per lei che li sente del complimento non hanno nulla e sanno solo di insulti beceri e gratuiti. La ragazza si mette a camminare più veloce e si allontana, per poi tornare a casa. Nello stesso pomeriggio esce di nuovo per incontrare un'amica e anche questa volta passando vicino al bar i commenti le piovono addosso come grandine e la colpiscono nello stesso modo, lasciandole addosso un senso di impotenza per quelle parole sboccate pronunciate da due sconosciuti che si azzardano a rivolgersi in modo spinto e irrispettoso nei suoi confronti.

La decisione di raccontare alla famiglia

Non è la prima volta, perché che piaccia o meno per una ragazza non è mai la prima volta e non è mai un'eccezione sentirsi gli occhi addosso e i commenti pronunciati a labbra più o meno serrate quando si passa. Questa volta però basta: la giovane decide di raccontare quanto appena successo al padre e al fratello che si apprestano a scendere e raggiungere i due uomini al bar chiedendo loro di smetterla. Una richiesta che però porta con sé quel senso di stanchezza ed impotenza, spinto dalla necessità di metterci sopra un punto: una richiesta che quindi non si ferma e porta i due uomini a presentare una denuncia formale in commissariato.

Basta. 

Si tratta di due militari spostati

E così, dopo la denuncia, si scopre che quei due uomini dalla bocca larga e dal poco rispetto, di 30 e 35 anni, sono due militari in libera uscita.

In questi giorni hanno ricevuto un avviso di chiusura delle indagini a loro carico per molestie e minacce: ora rischiano un processo dove dovranno difendersi dall'accusa di catcalling, per aver tormentato, commentato e insultato una giovane ragazza sola facendola sentire a disagio e impotente senza alcuna ragione.

Hanno chiesto di essere sentiti in Procura per dare la propria versione dei fatti e in quella sede dovranno probabilmente spiegare cosa ci facessero a marzo 2021, in piena pandemia e zona rossa, davanti a un bar a consumare il proprio ordine.

Nel frattempo pare che i due militari, che per mestiere si dovrebbero occupare di proteggere giovani come quella che verbalmente hanno aggredito, siano stati trasferiti in via cautelare in altra sede.

Giordana Liliana Monti

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