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Omicidio di Carol Maltesi, i molti punti oscuri della vicenda

Secondo le prime ricostruzioni l'uomo avrebbe raccontato di un litigio finito male e culminato con l'aggressione. Ma non è il solo lato complesso della triste vicenda.

Omicidio di Carol Maltesi, i molti punti oscuri della vicenda
Cronaca Milano, 29 Marzo 2022 ore 12:44

La 26enne è stata uccisa e massacrata da un vicino di casa, con cui in passato probabilmente aveva avuto una relazione sentimentale.

Omicidio Charlotte Angie: restano ancora oscuri molti punti della vicenda

MILANO – Ancora tanti dubbi da chiarire, tanti tasselli di un puzzle da ricomporre nel macabro omicidio di Carol Maltesi, nota nel mondo del cinema hard con il nome di Charlotte Angie. La 26enne, milanese di Rescaldina, è stata uccisa da un vicino di casa che la conosceva da tempo.

Il 43enne, anche lui di Milano, è crollato davanti ai carabinieri, confessando di aver ucciso la ragazza a Milano e di aver portato poi il cadavere a Borno, nel bresciano. Ha raccontato di averla fatta a pezzi, per poi nasconderla in sacchi dell’immondizia neri. Una fine terribile per la 26enne, una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso per oltre una settimana: solo grazie ai tatuaggi della giovane si è potuto individuare l’identità del cadavere.

Le accuse

L’uomo è stato accusato di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. Ancora al vaglio dei militari il movente del terribile assassinio: secondo le primissime ricostruzioni, pare che l’uomo avesse avuto una relazione sentimentale con la ragazza, finita da qualche tempo. I due erano rimasti in buoni rapporti e frequentava la casa della 26enne. Proprio nel congelatore in casa della vittima l’assassino aveva nascosto il cadavere fatto a pezzi, prima di gettarlo nel dirupo chiuso in sacchi, ritrovati da un cittadino che passava a Borno, nella frazione di Paline, lo scorso 20 marzo.

La vita della giovane

Carol Maltesi, figlia di genitori italiani e olandesi, era originaria di Sesto Calende ma si era trasferita a Milano, Rescaldina, dove lavorava come commessa in un negozio di profumi, dopo aver terminato le superiori a Varese e aver dato alla luce un bambino (ora vive con il padre a Verona) all’età di vent’anni. Aveva deciso di intraprendere la carriera di attrice di video per adulti in periodo di lockdown, in seguito alle difficoltà economiche dovute dalla pandemia. Il suo profilo sul sito Onlyfans contava migliaia di iscritti.

Si cercano le cause del folle gesto

Le indagini sono ancora in corso, soprattutto per capire il movente dell’efferato gesto. Secondo le prime informazioni, l’omicida avrebbe raccontato di un litigio (senza spiegarne il motivo) culminato in aggressione. L'uomo ha colpito la giovane alla testa, provocandole una profonda lesione (potrebbe essere questa la causa della morte). Una lite avvenuta a Milano, a casa di lei. Il 43enne ha poi fatto a pezzi il cadavere, sempre a Milano, per poi portarlo vicino a Brescia, in una località isolata che pensava non potesse destare sospetti e ritrovamenti.

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