Lavoro agile a Milano

Obiettivo del Comune: in 3 anni 6.600 dipendenti in smart working

E' quanto emerso ieri pomeriggio, 7 aprile 2021, nel corso della commissione Innovazione e Trasparenza sul bilancio previsionale 2021.

Obiettivo del Comune: in 3 anni 6.600 dipendenti in smart working
Cronaca Milano, 08 Aprile 2021 ore 11:12

L'obiettivo del piano organizzativo del Comune di Milano per il lavoro agile, ancora in fase di approvazione, prevede per i prossimi tre anni di arrivare a circa 6.600 dipendenti che, in periodi ordinari al di fuori dell'emergenza sanitaria, potranno svolgere il lavoro da casa.

Smart working per oltre 6mila dipendenti milanesi

E' quanto emerso ieri pomeriggio, 7 aprile 2021, nel corso della commissione Innovazione e Trasparenza sul bilancio previsionale 2021.

"In alcuni periodi o per alcuni giorni al mese, i lavoratori potranno avere a disposizione un notebook e un cellulare. Abbiamo immaginato un piano che prevede quest'anno e i prossimi due anni, un investimento di 670mila euro annui in questi acquisti di pc e notebook: secondo i calcoli, con questa cifra, potremmo acquistare dai 1.340 ai 2.200 circa pc all'anno a seconda dei costi", ha spiegato la dottoressa Carmela Francesca, direttrice dell'area Sistemi Informativi.

I costi

L'ipotesi è anche di ricorrere "al noleggio per risparmiare sui costi". A giugno 2020, i device consegnati ai dipendenti di Palazzo Marino ammontavano a 1.554 notebook, di cui 1.082 erano già in possesso dei lavoratori, mentre tra il 28 febbraio 2020 e il primo giugno 2020, ne sono stati consegnati altri 572. Mentre tra il primo giugno 2020 e il 28 febbraio 2021 ne sono stati consegnati ulteriori 656, per un totale attuale di 2.310 device. Per quanto riguarda le spese correnti per i servizi civici previste per l'anno 2021, queste non si discosteranno rispetto all'assestato 2020, fatta eccezione per l'aumento di spesa dovuto alle elezioni amministrative di quest'anno, i cui costi saranno a carico di Palazzo Marino. Mentre le spese per i servizi postali sono in forte decremento: nel 2015 ammontavano a più 1,6 mln di euro, mentre nel 2020 sono stati spesi solo 700mila euro.

Sicurezza sul lavoro e potenziamento

"I servizi postali rimangono incomprimibili per le spese dell'area tributi, soprattutto per la Tari, per cui i cittadini sono ancora abituati a ricevere le comunicazioni via posta", ha spiegato Andrea Zuccotti, direttore dell'Area Servizi Civici. Pari a 3,1 mln è l'aumento di spesa corrente per i sistemi informativi prevista per il 2021: un incremento dell'11,5 per cento dovuto alle spese necessarie per garantire la sicurezza del lavoro da remoto dei dipendenti comunali e al potenziamento dei servizi online a favore dei cittadini. In totale circa 59milioni sono in previsione per quest'anno tra costi e investimenti di spesa corrente e in conto capitale.

"Dallo scorso anno c'è stata un'accelerazione di richieste per mutare i servizi ai cittadini in versione digitale", ha spiegato l'assessore alla Trasformazione Digitale Roberta Cocco, "abbiamo dovuto investire risorse nei sistemi informatici per consentire ai lavoratori di effettuare lo smart working. L'accelerazione del digitale ha però portato anche alla diminuzione significativa delle spese postali, perché sempre più cittadini si mettono in contatto con l'amministrazione attraverso i mezzi digitali".