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Sono stati fermati

Mamma e figlio usurai a Milano: ecco cosa chiedevano a chi non restituiva il denaro

Cercavano scrupolosamente persone in gravi difficoltà economiche e poi...

Mamma e figlio usurai a Milano: ecco cosa chiedevano a chi non restituiva il denaro
Cronaca Milano, 20 Luglio 2022 ore 13:06

Alle prime ore del mattino del 19 luglio 2022, in Corsico e Trezzano sul Naviglio (MI), i Carabinieri della Compagnia di Corsico hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Milano, su richiesta della locale Procura, nei confronti di due italiani (madre e figlio), ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, di tentata estorsione e usura (usura aggravata per aver commesso il fatto in danno di chi si trova in stato di bisogno e di chi svolge attività imprenditoriale) commessi nella Provincia di Milano tra il 2017 ed il 2021.

Mamma e figlio usurai a Milano: ecco cosa chiedevano a chi non restituiva il denaro

Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate nel mese di maggio 2021 dalla Compagnia di Corsico in seguito alla ricezione di una querela presentata da un imprenditore edile del luogo, che a causa del grave stato di difficoltà economica, nel bimestre settembre/ottobre 2020 aveva ottenuto dal defunto marito e padre dei due indagati (al quale si era rivolto anche nel 2017 per un prestito di euro 35 mila, successivamente estinto) un ulteriore elargizione di euro 22 mila a condizioni usurarie ed in particolare:

  • obbligo di restituzione del capitale in unica soluzione;
  • tasso di interessi pari al 10% su base mensile;
  • consegna, all’atto dell’elargizione, a titolo di garanzia, di un assegno bancario privo di firma e beneficiario, di importo pari alla quota capitale maggiorata del 10%;
  • consegna tre volte al mese, sino all’estinzione del debito, della sola quota interessi, pari al 10% del capitale prestato.

I successivi approfondimenti, supportati anche da complesse da attività tecniche, hanno consentito di:

  • accertare la abitualità con cui gli indagati erano dediti ad usura sul territorio milanese;
  • documentare condotte intimidatorie (minacce verbali e appostamenti pressi abitazione) poste in essere in danno del medesimo querelante;
  • individuare ulteriori vittime di usura, imprenditori della zona, ai quali venivano erogati prestiti alle medesime condizioni.

Dall’esame della documentazione contabile rinvenuta nel corso di perquisizione delegata nei confronti degli indagati, si è appurato che le somme prestate alle vittime ammontano nel complesso a circa 225 mila euro.

Al termine delle formalità di rito, i destinatari della misura verranno associati presso la casa circondariale di Milano San Vittore.

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