l'ultimo saluto a corsico

L'ultimo saluto a Filippo: "La sua vita, un dono per noi"

Il sole è altissimo, la giornata di sabato calda. I raggi bruciano e il sudore si mescola alle lacrime.

L'ultimo saluto a Filippo: "La sua vita, un dono per noi"
Cronaca Milano Sud, 14 Giugno 2021 ore 16:06

L'ultimo saluto a Filippo: "La sua vita, un dono per noi". Lo raccontano i colleghi di giornaledeinavigli, presenti al funerale svoltosi sabato presso la Chiesa di SS Pietro e Paolo a Corsico

L'ultimo saluto a Filippo: "La sua vita, un dono per noi"

CORSICO – Da un dolore tanto forte, quando hai 16 anni, non ci si riprende mai completamente. Le ragazze si abbracciano, si sostengono, non nascondono le lacrime. I maschi, ragazzi alti, con le tute strette e le scarpe da ginnastica, i borselli a tracolla e le sigarette accese, ci provano a nascondere gli occhi sotto la visiera del cappellino. Ma il dolore è troppo grande, strazia e taglia le gambe, li piega in due davanti alla chiesa di San Pietro e Paolo.

L'ultimo saluto a Filippo, tragicamente scomparso in gita in Trentino

Il sole è altissimo, la giornata, sabato, calda. I raggi bruciano e il sudore si mescola alle lacrime. Quando la bara di Filippo esce dalla chiesa e viene inghiottita dalla macchina lunga, alcuni chiudono gli occhi. Si stringono. Si posizionano in un gigantesco semicerchio che abbraccia la cassa marrone chiaro, con sopra fiori colorati e girasoli. Un semicerchio che si stringe intorno a Filippo, a scaldare mamma Alda, papà Alessandro, la sorellina Sara. Come a dire, siamo qua.

La parole di don Davide

Lo dice anche don Davide, quando chiede alla famiglia di fare una preghiera per Filippo, ma anche lui lo sa di “chiedere troppo. Per questo, se voi non riuscite, la faremo noi. Ci siamo noi qui, per voi”. Dall’altare di una chiesa piena, che soffoca sotto il primo vero caldo di giugno, il prete che era stato docente di religione di Filippo si rivolge ai coetanei del ragazzo.

“Lo so che ora vi sembra assurdo, siete smarriti, prevale la rabbia e la delusione. Ma dovete pensare che Filippo ci ha fatto dono della sua vita. Un ragazzo generoso, simpatico, quando gli dicevo: Filippo, bisogna mettersi sotto con la scuola, eh. Lui sorrideva, intelligente, diceva: ha ragione don. Col suo sorriso che contagiava. Ci ha fatto un dono grande Filippo e voglio che voi ragazzi lo sentiate dentro, che possiate vivere la vita come un dono e donarla”.

La famiglia e gli amici raccolti attorno a Filippo

Gli amici di Filippo abbassano lo sguardo, poi lo puntano al cielo, il sole brucia anche gli occhi. E forse è meglio così, per non vedere la cassa che si infila nella macchina grigia. La famiglia è lì, con gli occhi persi e pieni di dolore. La mamma è una Madonna che accompagna il figlio all’ultimo saluto, sotto il crocifisso. Lo sorregge con l’amore di madre e la rabbia di una tragedia iniqua.

Filippo Tafuro è morto a 16 anni, dopo una caduta in bici. Inutili i soccorsi, l’intervento. Non ce l’ha fatta. Se n’è andato sotto gli occhi dei compagni di scuola, l’istituto professionale Ikaros di Buccinasco che erano con lui in gita in Val di Fassa. E dentro quegli occhi ora c’è solo sofferenza inconsolabile. La sorellina Sara ha un cuscino di roselline bianche, ma non ce la fa a metterlo sulla cassa marrone. Lo stringe in mano, lo tiene stretto.

Gli amici inghiottono le lacrime, tirano su la mascherina, come se potesse nascondergli il viso. Poi si abbracciano, si tengono per mano. Ricordano Tafu, l’immortale, come la canzone che gli hanno dedicato alla cerimonia al parco Verdi, con palloncini e fuochi d’artificio. “Muore giovane colui che al Cielo è caro”, sospira un’anziana in mezzo a quelle trecento persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Filippo. Il portellone si chiude, la macchina lunga va verso il cimitero. I negozi abbassano le serrande. Dal semicerchio si alza l’applauso, poi la folla si disperde. Si torna a casa, ognuno con dentro tutto il dolore del mondo.

FG

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