sabato di sangue ai palazzi Aler

Lite per una ragazza, poi l’accoltellamento: 20enne in fin di vita in via Saponaro al Gratosoglio

Gravemente ferito a un braccio, il giovane è stato soccorso dal 118 e trasportato all’Humanitas. L'aggressore è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio

Lite per una ragazza, poi l’accoltellamento: 20enne in fin di vita in via Saponaro al Gratosoglio

Accoltellato a 20 anni dopo una lite per una ragazza: l’aggressione sabato sera in via Saponaro. Il giovane è finito in ospedale in condizioni disperate dopo essere stato gravemente ferito al culmine di una lite.

20enne accoltellato dopo una lite per una ragazza

MILANO – Sabato sera di sangue al Gratosoglio: ha vent’anni il giovane marocchino aggredito nella serata di sabato nel cortile di uno stabile Aler di via Saponaro, al Gratosoglio.

Una ferita da arma da taglio al braccio, apparentemente l’unica lesione riportata, si è rivelata però estremamente grave: il ragazzo, N.F., è stato soccorso dal 118 e trasportato all’Humanitas, dove versa in condizioni gravissime e rischia la vita.

Per l’aggressione i carabinieri hanno arrestato un connazionale di 28 anni, ritenuto il presunto responsabile dell’accoltellamento. Al termine degli accertamenti condotti dai militari del Nucleo Radiomobile e della Compagnia Magenta, il 28enne è stato portato nel carcere di San Vittore con l’accusa di tentato omicidio.

La lite per una ragazza e poi l’accoltellamento

Secondo quanto ricostruito finora, alla base della violenza ci sarebbero questioni personali e, in particolare, una ragazza contesa tra i due. Una discussione che sarebbe rapidamente degenerata fino all’aggressione con il coltello.

L’intervento dei soccorritori e dei carabinieri è scattato nella serata di sabato 19 settembre. Il ventenne è stato trovato ferito nel cortile dello stabile di via Saponaro e affidato alle cure del personale sanitario, che lo ha trasportato d’urgenza all’Humanitas. Le sue condizioni sono rimaste estremamente critiche.

Un’altra aggressione nella stessa serata di sabato

Sempre sabato sera, a poche centinaia di metri di distanza, i carabinieri sono intervenuti per un altro episodio violento. Intorno alle 20.30, in un cortile nella zona di via Costantino Baroni, una donna italiana di 44 anni era stata ferita a un braccio con un coccio di bottiglia. La 44enne è stata trasportata all’Humanitas e dimessa con una prognosi di 21 giorni.

La presunta autrice dell’aggressione, una 25enne italiana con precedenti, si era inizialmente allontanata. È però tornata sul posto poco dopo, questa volta armata di forbici e intenzionata, secondo quanto ricostruito dai militari, a raggiungere nuovamente la donna. I carabinieri sono intervenuti per bloccarla e hanno dovuto utilizzare il taser. La 25enne è stata quindi arrestata con l’accusa di lesioni personali aggravate.

Gli episodi di sabato sera riportano nuovamente l’attenzione sul palazzo Aler di via Saponaro 1/A, già teatro negli ultimi mesi di gravi episodi di violenza.

I precedenti della sparatoria

Solo due mesi fa, nello stesso stabile, una spedizione punitiva aveva avuto come bersaglio un ragazzo marocchino di 19 anni. Quattro persone erano entrate nell’edificio durante la notte e avevano raggiunto l’appartamento 26, dove si trovava il giovane insieme ad altre due persone. Uno dei componenti del gruppo aveva esploso alcuni colpi con un fucile da caccia, ferendo il 19enne alla caviglia. Il commando era poi fuggito a bordo di due automobili.

L’agguato era arrivato a pochi mesi da un altro grave episodio avvenuto sempre nella zona. La sera del 21 gennaio un 23enne marocchino era stato aggredito da almeno quattro persone all’interno del palazzo in cui abitava. Dopo essere stato picchiato anche con una cassetta di legno e un machete, il giovane era riuscito a raggiungere il cortile di via Saponaro. Qui gli aggressori lo avevano nuovamente raggiunto, sparandogli al ginocchio sinistro e al piede destro.

Per quell’aggressione uno dei presunti responsabili, un 24enne marocchino, è stato arrestato nelle scorse settimane dagli investigatori della Squadra mobile. L’ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata in carcere, dove si trovava già per un altro reato.