Era ricoverato in Fiera

La fotografia perde il suo "principe": Giovanni Gastel vinto dal Covid a 65 anni

Nipote di Luchino Visconti, ha firmato le campagne fotografiche dei più grandi marchi della moda. Poco meno di un mese fa l'addio a un altro grande, Efrem Raimondi.

La fotografia perde il suo "principe": Giovanni Gastel vinto dal Covid a 65 anni
Cronaca Milano, 15 Marzo 2021 ore 15:16

L'Italia dà l'addio al grande Giovanni Gastel, uno dei fotografi italiani più influenti degli ultimi anni. E' morto a 65 anni a causa dell'aggravarsi delle condizioni di salute per il Covid.

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Mondo dell'arte in lutto per la scomparsa del maestro Giovanni Gastel

Immagini e testo di Alessandro Di Mise

Ha cambiato il modo di creare la fotografia di moda. Ha attraversato con successo il passaggio storico dalla fotografia in analogico a quella in digitale, riscrivendo le regole del gioco.

Ha inventato uno stile, è stato di esempio per tantissimi professionisti e comunicatori, non solo per la sua indiscutibile creatività, ma anche per la sua capacità di mettere sullo stesso piano la professione e l'etica: il mondo dell'arte dà l'addio al grande maestro Giovanni Gastel, morto a poco più di 65 anni a Milano. Da qualche giorno, era stato ricoverato nell'ospedale Fiera di Milano per l'aggravarsi dello stato di salute a causa del Covid.

Nato nel mese di dicembre del 1955 da Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, nipote di Luchino Visconti, Gastel ha firmato le campagne fotografiche dei più grandi marchi della moda.

E' stato un infaticabile ricercatore nell'ambito dell'immagine, sempre pronto a rimettere in discussione le proprie visioni pur di realizzare nuovi percorsi visivi. Ha immortalato personaggi famosi come Barack Obama, la diva Monica Bellucci, l'etoile Roberto Bolle. Ma non solo. Non ha mai negato la sua passione per gli still life.

Divulgatore, amante della cultura e guida per fotografi emergenti

Negli ultimi anni, poi, era stato alla guida di Afip, l'associazione dei fotografi professionisti, facendosi promotore di iniziative a sfondo culturale. La sua ultima esposizione si era tenuta al Maxxi di Roma e aveva raccolto 200 ritratti di esponenti dell'arte, della moda, della musica fotografati in 40 anni di carriera. Nel suo studio di Milano le porte erano sempre aperte: nessuno era escluso e il suo stile era unico, forse irripetibile.

La grande eredità del maestro Gastel, infatti, non risiede soltanto nella sua immensa produzione di qualità, nei contributi fotografici che resteranno documenti dal valore inestimabile.

Gastel era prima di tutto un "principe" della fotografia. Prima di essere un fotografo, infatti, era un uomo dotato di un'eleganza quasi d'altri tempi. Al momento di ritrarre, il suo studio si riempiva di musica, e tra un buon bicchiere di vino e un sorriso, l'atmosfera si faceva pacifica.

"Lo scatto - ha ricordato in più di un'occasione - E' solo l'ultima cosa".

Una fotografia vista quasi come "alibi", come occasione per creare delle relazioni, come scambio e non come atto automatico.

Solo un mese fa Milano aveva dovuto dare l'addio a un altro grande della fotografia italiana, anche lui milanese, Efrem Raimondi.

Originario di Legnano, grandissimo ritrattista, noto soprattutto per aver raccontato attraverso le immagini Vasco Rossi. Fotografo di lungo corso, aveva iniziato la sua carriera negli anni Ottanta vantando collaborazioni con tutte le riviste nazionali e internazionali più famose.

Tantissimi messaggi di cordoglio

Si può dire che quasi tutti, a vario titolo, nell'ambito culturale milanese e italiano, in qualche modo abbiano avuto a che fare con Giovanni Gastel. E questo risulta evidente dalla quantità di messaggi di cordoglio pervenuti già a pochi minuti dalla notizia della sua scomparsa. Personaggi del mondo della fotografia, colleghi in altre parole, ma non solo. Anche il sindaco di Milano Beppe Sala ha dedicato un post al maestro Gastel.

 

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Gastel aveva una visione dell'arte a tutto tondo. Ed era apprezzato dai creativi di ogni disciplina. Non è stata solo la fotografia il mezzo di espressione utilizzato per creare. Amava moltissimo anche la letteratura ed egli stesso si dedicava alla scrittura di poesie. Ricordi carichi di affetto sono arrivati anche dalla musicista Paola Turci, dal compositore Giovanni Allevi, dalla presentatrice Caterina Balivo, dall'atleta Bebe Vio, e poi Martina Colombari, Emma Marrone, Michelle Hunziker e Piero Pelù.