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Carlotta Benusiglio

Inaugurata una panchina rossa dove la stilista fu trovata morta 5 anni fa

La stilista 37enne venne trovata morta 5 anni fa, oggi il suo ricordo è indelebile grazie a quella panchina.

Inaugurata una panchina rossa dove la stilista fu trovata morta 5 anni fa
Cronaca Milano, 31 Maggio 2021 ore 16:56

Carlotta Benusiglio cinque anni fa fu trovata morta, impiccata ad un albero in piazza Napoli a Milano. L'iniziale ipotesi di suicidio, sempre negata dalla famiglia, è ora messa in bilico da quella più pesante di omicidio che pende sull'ex compagno della donna, con cui aveva un rapporto tormentato e violento. Oggi, 31 maggio 2021, è stata inaugurata una panchina rossa contro la violenza sulle donne, dedicata proprio a Carlotta.

(In copertina immagine tratta dalla pagina Facebook "Verità e giustizia per Carlotta Benusiglio)

Accusato l'ex compagno

La Procura ha chiesto che l'ex fidanzato venga processato per omicidio: la stilista milanese di 37 anni venne trovata impiccata in piazza Napoli, in zona sud ovest a Milano. Inizialmente si era pensato ad un gesto estremo, ma l'ipotesi che si tratti in realtà di omicidio è sempre stata nell'aria. Le telecamere di sicurezza della zona avevano ripreso Carlotta con l'uomo proprio in piazza Napoli quella fatidica notte.

Benusiglio e Marco Venturi
Carlotta Benusiglio e Marco Venturi

Benusiglio e Marco Venturi, l'ex compagno, avevano una relazione difficile e burrascosa che più volte aveva portato la donna a denunciare gli abusi subiti dall'uomo.  In questi anni le due autopsie e due perizie non sono state sufficienti ad accogliere le richieste di arrestare Venturini, sempre bocciate dai giudici. Ora però un nuovo pm ha chiesto  il rinvio a giudizio per omicidio e l'udienza preliminare si terrà a luglio.

Inaugurata una panchina rossa

In memoria di Carlotta è stata inaugurata oggi una panchina rossa, simbolo della lotta contro i maltrattamenti sulle donne, con il costante invito a denunciare le violenze domestiche subite.

Alla cerimonia tra i presenti non mancavano la sorella e la madre della stilista, che non hanno mai creduto all'ipotesi del suicidio e hanno sempre sospettato dell'ex compagno di Carlotta:

Andare in ospedale, farsi visitare, denunciare: è l'unica arma che abbiamo noi donne per farci sentire. Ad oggi le denunce di mia sorella sono la sua voce. se non ci fossero state tante cose non si sarebbero potute dimostrare.