commercio illegale

In vetrina vendevano costosissime borse di pelle di animali in via d'estinzione: sequestri in boutique a Milano

Sono stati sequestrati 368 accessori moda per un valore di 27mila euro.

In vetrina vendevano costosissime borse di pelle di animali in via d'estinzione: sequestri in boutique a Milano
Cronaca Milano, 14 Giugno 2021 ore 15:59

Sono stati sequestrati dalla Polizia locale 368 accessori moda realizzati con pelli di animali in via d’estinzione per un valore totale di 27mila euro.

Vendevano borse costosissime con pelli d'animali vietate

Le borse (che erano esposte in vendita a un prezzo tra i 580 e i 650 euro), le cinture, i portafogli, i portatessere e i portachiavi sono stati trovati dagli agenti del Nucleo Antiabusivismo della Polizia locale di Milano a seguito di un'attività mirata di controllo, in due esercizi commerciali di Milano e Cernusco sul Naviglio ed erano stati realizzati con pellami di Pitone reticolato, Pitone delle rocce indiane e coccodrillo.
I commercianti, però, non sono stati in grado di esibire fattura d’acquisto con relativa convenzione CITES, importante strumento normativo che garantisce la conservazione delle biodiversità, regolando il commercio internazionale di circa 35mila specie, a cui aderiscono attualmente 183 membri tra cui l’Unione Europea.

Merce priva della necessaria certificazione

La commercializzazione di esemplari a rischio di estinzione è infatti subordinata al rilascio di un certificato che ne attesti la regolarità dell’acquisto, secondo l’accordo internazionale tra Stati che ha lo scopo di proteggere piante e animali a rischio di estinzione, monitorandone il loro commercio (Convenzione di Washington sul Commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione). La certificazione deve essere esibita su richiesta e le violazioni sono punite con sanzioni, previste da normativa nazionale, che vanno fino a 200mila euro e all’arresto da sei mesi ad un anno.
Non potendo dimostrare che le pelli impiegate per realizzare gli accessori fossero state importate legalmente nel territorio italiano, i due distributori sono stati denunciati “per aver detenuto ai fini della vendita prodotti realizzati con esemplari appartenenti a specie animali protette senza la prescritta documentazione”.

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