Cronaca
Operazione “Dirty Cleanings”

Imprese di pulizie negli alberghi: scoperta dai finanzieri maxi frode fiscale

Sono in fase di esecuzione in diverse provincie italiane numerose perquisizioni nei confronti delle persone coinvolte nella complessa frode fiscale.

Cronaca Milano, 06 Luglio 2021 ore 11:58

Imprese di pulizie negli alberghi: scoperta dai finanzieri maxi frode fiscale.

Imprese di pulizie negli alberghi: scoperta dai finanzieri maxi frode fiscale

MILANO – I finanzieri del Comando Provinciale di Milano stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Milano nei confronti di diverse società operanti nel settore delle pulizie presso importanti catene alberghiere presenti su tutto il territorio nazionale, per un controvalore di oltre 20 milioni di euro, nonché alla notifica di due informazioni di garanzia, in tema di responsabilità amministrativa degli enti, in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti degli stessi.

Operazione “Dirty Cleanings”

L’attività denominata “Dirty Cleanings”, scaturisce dalle risultanze di un’indagine svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, unitamente alla contestuale attività ispettiva del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate.

In fase di esecuzione numerose perquisizioni in diverse provincie italiane

Inoltre, sono in fase di esecuzione, nelle provincie di Milano, Roma, Vicenza, Padova, Perugia, Como, Genova, Fermo, Firenze, Brescia e Sondrio, numerose perquisizioni nei confronti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte nella complessa frode fiscale accertata, caratterizzata dall’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti da parte delle società fornitrici di servizi alle strutture alberghiere e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, effettuata in violazione delle normative di settore.

Nell'indagine ricostruita la “filiera della manodopera”

Ricostruendo la “filiera della manodopera”, è stato accertato che i rapporti di lavoro con le “catene alberghiere” (committenti) venivano schermati da diverse “società filtro”, riconducibili al medesimo imprenditore, che si avvalevano di cooperative (“società serbatoio”) succedutesi nel tempo, trasferendo la manodopera dall’una all’altra, omettendo sistematicamente il versamento dell’iva e degli oneri di natura previdenziale, attraverso l’utilizzo anche di indebite compensazioni.

Imprese pulizie alberghi frode fiscale

“L’attività si colloca nell’ambito della più ampia operatività della Guardia di Finanza volta al contrasto delle più insidiose fenomenologie evasive – dicono dal Comando Provinciale –, in grado di generare enormi profitti in capo ai soggetti responsabili, in danno dell’Erario e delle imprese concorrenti che operano nella legalità, anche con l’obiettivo di contribuire alle prospettive di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese”.