Senago

Il femminicidio di Giulia Tramontano, convalidato il fermo per il killer ma esclusa la premeditazione

Alessandro Impagnatiello dopo la confessione: "L'unica forma di pentimento che abbia un senso è togliermi la vita"

Il femminicidio di Giulia Tramontano, convalidato il fermo per il killer ma esclusa la premeditazione
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Il contenuto delle ricerche online dell'assassino nelle ore antecedenti al suo ultimo incontro con la fidanzata sembrerebbe inequivocabile ma questa è la decisione del gip.

Il brutale femminicidio di Giulia

Omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza senza consenso, queste sono le accuse a cui deve rispondere Alessandro Impagnatiello. L'omicida di Senago ha confessato di aver accoltellato più volte la compagna Giulia Tramontano, incinta di sette mesi di suo figlio. La custodia in carcere è stata confermata dal gip di Milano Angela Minerva.

Giulia Tramontano sui social

Il giudice ha però escluso la premeditazione anche se nelle ore prima del brutale femminicidio, verificatosi nel corso della serata di sabato 27 maggio 2023, l'assassino ha cercato su internet informazioni sulla vita di Alberto Stasi nel carcere di Bollate. Stasi aveva ucciso la compagna sedici anni fa.

Minerva ha invece riconosciuto le aggravanti dei futili motivi, della crudeltà e del vincolo della convivenza. Dopo aver confessato, Impagnatiello ha spiegato di averla uccisa per stress. Non riusciva più a gestire il castello di bugie che aveva costruito. Aveva spiegato all'amante che con Giulia era finita ma poi la giovane, ignara del fatto che stesse per diventare padre, aveva scoperto tutto.

"L'unica forma di pentimento è uccidermi"

Per dimostrare alla ragazza di non essere il padre del bimbo che la vittima portava in grembo, Impagnatiello è arrivato addirittura a falsificare un test del Dna. Definito da molti che lo conoscevano un narcisista con un ego sproporzionato, il 30enne ha agito con la spietatezza di un killer a sangue freddo.

Dopo averla uccisa ha cercato più volte di fare fuoco al cadavere, voleva liberarsene ma non ci riusciva. Così ha nascosto il corpo in un lembo di terra abbandonato dietro ai box di una palazzina in via Monte Rosa a Senago. Un compagno fedifrago ma non un assassino, questa è la storia che Impagnatiello ha cercato di costruire.

Ma gli indizi contro di lui sono aumentati sempre di più e non gli è rimasto altro che confessare. Dopo aver ammesso la verità, all'avvocato Sebastiano Sartori avrebbe dichiarato l'unica forma di pentimento è quella di uccidersi.

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