Cronaca
Quartiere Adriano

Fiaccolata della pace, dalla Casa della Carità di Milano scendono in strada anche i rifugiati afghani

Non ci sono bandiere né guerre personali: c'è il bisogno di un mondo in pace in cui tutti sono rispettati e trattati in maniera degna e umana.

Fiaccolata della pace, dalla Casa della Carità di Milano scendono in strada anche i rifugiati afghani
Cronaca Milano, 03 Marzo 2022 ore 09:51

Non ci sono bandiere né guerre personali: c'è il bisogno di un mondo in pace in cui tutti sono rispettati e trattati in maniera degna e umana. Per questo alla fiaccolata organizzata ieri a Milano dalla Casa della Carità hanno partecipato anche i rifugiati che nei mesi scorsi sono giunti in Italia per scappare da un'altra guerra, quella che i talebani hanno dichiarato in Afghanistan alla libertà. Centinaia di persone in corteo per chiedere la fine della guerra in Ucraina e il ritorno della pace.

Fiaccolata della pace a Milano

Ieri, mercoledì 2 marzo 2022, molti fedeli, pacifisti e cittadini senza credo hanno partecipato alla giornata di digiuno e preghiera indetta da Papa Francesco alla fine di febbraio. A Milano la Casa della Carità e la parrocchia di Gesù a Nazaret hanno organizzato una fiaccolata per la pace che ha attraversato il quartiere Adriano e a cui ha partecipato qualche centinaio di persone.

Il ritrovo era fissato alle 18.30 in via Francesco Brambilla 10, davanti alla Casa della Carità, per poi raggiungere insieme la chiesa parrocchiale di Gesù a Nazaret (via Trasimeno 53) per un momento di raccoglimento e preghiera.

«Vedere arrivare, dalla nostra Europa, immagini di persone nascoste nelle cantine e nelle stazioni della metropolitana per sfuggire ai bombardamenti e file di profughi in auto o in attesa di un treno per scappare dal proprio paese è un fatto drammatico, che ci addolora e ci interroga», ha affermato don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità.

«La Casa della Carità vuole esprimere la sua solidarietà al popolo ucraino e vuole far sentire la propria voce per chiedere che la guerra in Ucraina, le cui conseguenze non potranno che essere devastanti per la popolazione di quel paese innanzitutto e per il mondo intero, cessi il prima possibile. La logica della guerra, che non è mai giusta, va interrotta per sempre e in ogni luogo. La risposta alle controversie, infatti, non può essere una continua militarizzazione. Occorre invece affermare che il dialogo e la diplomazia devono tornare a prevalere sui conflitti armati».

Una manifestazione sentita

La manifestazione e la processione hanno visto la partecipazione di operatori, volontari e ospiti della Casa della Carità – e in particolare i profughi arrivati nei mesi scorsi dall’Afghanistan – oltre che dei residenti del quartiere.

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