uno anche a verona

Due casi di vaiolo delle scimmie a Milano, paziente positivo al San Raffaele

La conferma è arrivata nella serata di mercoledì dall'ufficio Welfare di Regione Lombardia.

Due casi di vaiolo delle scimmie a Milano, paziente positivo al San Raffaele
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Crescono, anche nella nostra regione, i casi di vaiolo delle scimmie: dopo il primo caso rilevato al Sacco di Milano un secondo caso è stato riscontrato al San Raffaele.

Due casi di vaiolo delle scimmie a Milano

Il secondo caso di vaiolo delle scimmie a Milano, dopo quello confermato dal Sacco martedì sera, è stato rilevato all'ospedale San Raffaele con il supporto dell'Asst Sacco che, assieme al San Matteo di Pavia, è stato scelto come uno dei due centri di riferimento per le analisi di questo virus.

La Direzione generale Welfare nella serata di mercoledì 25 maggio 2022 ha confermato il risultato positivo su altri due pazienti nel nord Italia: oltre a quello del San Raffaele un secondo caso è stato riscontrato all'ospedale di Verona. Entrambi i casi sono riconducibili a cluster internazionali ed entrambi i pazienti sono ora in isolamento presso il loro domicilio, sotto osservazione e in condizioni stabili non preoccupanti.

 Tracciamento in corso

Per diversi casi accertati è stato appurato che i positivi siano stati contagiati durante viaggio all'estero e probabilmente il virus potrebbe essere dello stesso ceppo di quelli che si stanno rilevando da giorni anche in altre parti d'Europa come Germania, Portogallo e Spagna.

Per i casi di positività è in corso ora un tracciamento dei contatti allo scopo di risalire alla causa e prevenire il diffondersi di questo virus che, seppur non letale o contagioso come il Covid, resta un problema.

Il focolaio delle Canarie

Ma da dove è partito? Gli esperti   dell'Istituto nazionale della salute del Portogallo a Lisbona, che hanno analizzato i ceppi di vaiolo delle scimmie, l'epidemia  molto probabilmente ha un'unica origine  in un evento di super diffusione. Che potrebbe essere un rave party tenutosi alle Canarie in occasione del gay pride, cui hanno partecipato circa 80.000 persone all'inizio di maggio. E' probabile - secondo le ricostruzioni effettuate - che qualcuno si sia infettato e abbia sviluppato delle lesioni su alcune parti del corpo (si ipotizza sui genitali, ma potrebbe  essere anche sulle mani o la bocca) e abbia contagiato qualcuno con cui ha avuto rapporti. E da lì sia partito il tutto.

Almeno questa è la tesi sostenuta dal virologo Massimo Galli e da un alto funzionario dell'Oms. La stessa Organizzazione mondiale della sanità ha però precisato che "non si tratta di una malattia omosessuale" (anche perché non risulta che ne esistano...).P

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