Cronaca
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Dichiarava bassi redditi ma possedeva yacht da 30 milioni: sequestrato

Ormeggiato al porto di Genova e battente bandiera britannica.

Cronaca Milano, 08 Gennaio 2021 ore 14:36

Dichiarava bassi redditi ma possedeva yacht da 30 milioni: sequestrato. L'imbarcazione di lusso ormeggiata al porto di Genova e battente bandiera britannica.

Dichiarava bassi redditi ma possedeva yacht da 30 milioni: sequestrato

MILANO – I finanzieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Milano (sost. proc. Ernesto Giordano Baggio e Paolo Storari) per uno yacht di lusso, ormeggiato al porto di Genova e battente bandiera britannica.

Un complesso meccanismo di frode fiscale

Le Fiamme Gialle hanno inoltre sequestrato circa 1,5 milioni di euro depositati sui conti correnti societari e personali, nei confronti di imprenditori, a capo di un gruppo attivo nel settore della produzione di materiali edili. Le indagini delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano e con attività ispettive condotte dall’Agenzia delle Entrate, hanno consentito di far emergere un complesso meccanismo di frode fiscale posto in essere mediante il ricorso sistematico a false fatturazioni di prestazioni pubblicitarie.

Tutto allo scopo di commettere autoriciclaggio, attraverso l’interposizione di società straniere. Nel corso delle attività è emerso che gli indagati, grazie alla complicità di un sodalizio criminale composto da professionisti e altri imprenditori, italiani ed esteri, hanno impiegato somme di denaro, provento di frode fiscale, veicolandole verso società off shore con sede in Croazia, Svizzera, Principato di Monaco e Panama, funzionali all’acquisito e alla gestione dell’imbarcazione.

Le indagini delle Fiamme Gialle

Le indagini di natura finanziaria e documentale hanno consentito di accertare la titolarità effettiva del mega yacht in capo a uno degli imprenditori indagati, Paolo Fassa della Fassa Bortolo, azienda trevigiana di calcestruzzi e sponsor dell’omonima squadra di ciclismo. Titolarità opportunamente “schermata” nel tempo da veicoli societari con sede nel Regno Unito, con conti in Svizzera e a Malta. Non è tutto: i finanzieri hanno dimostrato la sproporzione tra i redditi dichiarati dall’imprenditore negli ultimi 15 anni e i costi sostenuti per l’acquisto e la gestione dell’imbarcazione nello stesso arco temporale, pari a oltre 30 milioni di euro.