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Dal raggiro alla rapina: sgominata la banda dei falsi agenti

In manette due uomini e una donna dopo la segnalazione dei Carabinieri di Imperia

Dal raggiro alla rapina: sgominata la banda dei falsi agenti

Da una segnalazione dei Carabinieri di Imperia, la Polizia Locale ha arrestato tre truffatori originari di Napoli (un 18enne, una 33enne e un 24enne) specializzati in raggiri e rapine ai danni di anziani. I beni recuperati ammontano a oltre 70.000 euro tra gioielli, lingotti, monete d’oro e contanti.

Sgominata la banda dei falsi agenti

MILANO – L’operazione è scattata ieri pomeriggio, attorno alle 16, quando gli agenti hanno individuato in via Cassinis, all’imbocco della stazione di Rogoredo, una Citroen bianca con tettuccio rosso segnalata in fuga dalla Liguria. A bordo, la 33enne e il 18enne. Quest’ultimo, alla vista delle divise, ha tentato la fuga a piedi verso i binari, scagliando un monopattino contro gli agenti prima di essere bloccato. Nella sua tracolla sono stati trovati i gioielli appena sottratti a una coppia di anziani milanesi (84 e 92 anni) con la tecnica del “finto poliziotto”.

La perquisizione

Nel corso della perquisizione dell’auto, la Polizia Locale ha trovato un tubo di patatine usato per occultare lingotti e monete d’oro per un valore di circa 70.000 euro e 4 mila euro in contanti, sottratti poche ore prima a una 85enne di Imperia con un tentativo di truffa degenerato in rapina. Grazie alle confessioni rese sul posto e agli accertamenti incrociati, la Polizia Locale è riuscita a rintracciare un 24enne, fidanzato della 33enne e complice della rapina ai danni dell’anziana di Imperia, che dopo aver soggiornato in un B&B in via Padova, è stato intercettato all’autostazione di Lampugnano mentre tentava di lasciare la città.

Il modus operandi

Il modus operandi della banda di truffatori è stato identico per entrambi i colpi: telefonate allarmistiche in cui il gruppo si spacciava per appartenenti alle forze dell’ordine, sostenendo che i figli delle vittime fossero coinvolti in rapine causate da targhe clonate. Con il pretesto di mandare un perito incaricato di visionare l’oro per i riscontri, i malviventi sono riusciti a farsi consegnare o a sottrarre con la forza i preziosi di famiglia. Gli arrestati sono stati portati a San Vittore: il diciottenne è accusato di truffa aggravata in flagranza, mentre per gli altri due è scattato il fermo per i fatti commessi in Liguria.