Il "rifiutometro"

Dal carcere al Giambellino: la storia del cassonetto intelligente inventato da un detenuto

Riselda, grazie alla raccolta fondi, verrà finanziata anche dal Comune di Milano.

Dal carcere al Giambellino: la storia del cassonetto intelligente inventato da un detenuto
Cronaca Milano, 06 Aprile 2021 ore 12:18

Spesso, troppo spesso, succede che dopo una condanna che dispone la custodia in carcere di una persona ritenuta colpevole di un determinato reato, il detenuto non abbia modo di essere effettivamente rieducato - in teoria scopo principe delle strutture penitenziarie - e viene "dimenticato" nella propria piccola e affollata cella, dove dovrà attendere di poter uscire senza troppe prospettive di una rinascita futura.

Raramente, troppo raramente, grazie all'invettiva del detenuto e a una struttura organizzativa e sociale che lo sostiene, anche dalle celle di un carcere c'è chi riesce a migliorarsi e realizzarsi, godendo a pieno della funzione rieducativa della casa di reclusione e impegnandosi per un futuro migliore. Ne è l'esempio Fernando Gomes da Silva, ex idraulico di origini brasiliane condannato a 18 anni di carcere, che proprio dalla sua cella è riuscito a progettare e brevettare un "cassonetto intelligente", avendo voluto «impiegare i lunghi anni di detenzione per pensare qualcosa che fosse utile a tutta la comunità».

Dalla cella di un carcere al finanziamento comunale

Quella che raccontiamo oggi è una storia di successo sociale e personale: tutto nacque nel 2015, quando Fernando Gomes da Silva detenuto nel carcere di Firenze per passare il tempo metteva in pratica le proprie competenze e conoscenze da elettricista realizzando un modellino di un "rifiutometro" intelligente che ha subito attirato l'attenzione dei volontari dell’associazione Zone grazie ai quali il modello è approdato all'Università Federico II di Napoli.

Nello stesso anno Publiambiente Spa, l'azienda della Regione Toscana che si occupa ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani, finanzia il brevetto e, proprio grazie a questa società, il prototipo nato nel carcere fiorentino viene brevettato prendendo "il volo".

Riselda si trasferisce a Bollate

Il "rifiutometro", che prende il nome di Riselda Smartdumpster (lo stesso nome della mamma dell'ideatore), segue Fernando Gomes da Silva a Bollate quando questi viene trasferito nel carcere milanese - risaputamene modello ideale delle carceri italiane - e insieme ad altri detenuti forma nel 2018 l'associazione «Keep the Planet Clean». Così dal brevetto si passa poi ad un progetto anche culturale e sociale che promuove la raccolta differenziata dei rifiuti all'interno della struttura carceraria e che premia i detenuti operanti nel progetto con un’ora di colloqui e una telefonata in più.

Proposto come progetto per migliorare la vita dei cittadini

Riselda viene poi proposto nel bando per la "Scuola dei Quartieri" indetto dal Comune di Milano per i progetti e servizi realizzati dai cittadini per migliorare la vita in alcuni quartieri meno centrali della città e viene aperta una raccolta fondi sulla piattaforma digitale di Crowfunding Civico Milano. L'obiettivo è raggiungere 8mila euro di donazioni (il 40% del budget necessario) per installare Riselda in un condominio Giambellino-Lorenteggio. Obiettivo gloriosamente raggiunto a fine marzo di quest'anno:

Gli altri 12mila euro necessari per il progetto verranno come da accordi stanziati dal Comune di Milano.

Cosa comporta il Progetto Riselda?

 

I Progetto Riselda, nato dall'invettiva di Fernando e BiPart, impresa sociale che si occupa di portare il bilancio partecipativo in tutte le comunità, ha tre obiettivi principali:

  • digitalizzazione dei rifiuti nel condominio,
  • sistema di primalità,
  • messa in rete dei cittadini del quartiere.

Riselda è un cassonetto intelligente che pesa, traccia e produce informazioni personalizzate sui rifiuti prodotti da ogni utente (per ora detenuto) dotato di una card personale, stampando un adesivo con codice a barre per i vari tipi di rifiuto, differenziati e non.

Grazie all'intelligenza di Riselda si potrebbe premiare chi riduce il tasso di rifiuti indifferenziati con degli sgravi fiscali sulla parte variabile della Tari o con sconti o buoni spesa presso una rete di negozi selezionati.

Un progetto nato da una cella che ha l'obiettivo di migliorare la società di chi guarda da fuori e che, troppo spesso, si dimentica di chi è dentro.

Giordana Liliana Monti