FOTONOTIZIA

Croci celtiche sull'ambulanza dell'Unità Mobile Brigata Sanitaria

Dal 30 novembre l'unità si trova in piazzale Baiamonti a Milano per occuparsi di sanità e solidarietà.

Croci celtiche sull'ambulanza dell'Unità Mobile Brigata Sanitaria
Cronaca Milano Nord, 31 Marzo 2021 ore 15:23

Croci celtiche sull'ambulanza dell'Unità Mobile Brigata Sanitaria.

Croci celtiche sull'ambulanza dell'Unità Mobile Brigata Sanitaria

MILANO – “L'ambulanza che l'Unità Mobile della Brigata, utilizza per girare fra i quartieri e portare il proprio progetto medico popolare, è stata oggetto di un attacco fascista: oltre al vetro posteriore completamente distrutto, gli anonimi leoni hanno lasciato la propria inconfondibile firma fatta di croci celtiche”.

La denuncia sulla loro pagina Facebook

La comunicazione arriva dalla Brigata Sanitaria Soccorso Rosso, gruppo che dal 30 novembre si trova in piazzale Baiamonti a Milano per occuparsi di sanità e solidarietà, assistendo tutte le persone che non possono sottoporsi allo screening dei tamponi. “Non è il primo attacco che subiamo, ricordiamo il tendone squarciato qualche mese fa per esempio, e probabilmente non sarà l'ultimo – dicono dalla Brigata –. Non vogliamo sprecare troppe parole per questi soggetti, chi si distingue per questi gesti si commenta da solo: c'è chi sta con chi non arriva a fine mese e chi invece danneggia le ambulanze".

"Non è difficile capire da che parte stare".

"Approfittiamo di questo triste evento per evidenziare le parole pronunciate dalla nota esponente della Lega Silvia Sardone, che definendoci “sedicente brigata” ha affermato che il nostro progetto “evoca un passato buio e violento”. Sicuramente l'onorevole Sardone preferisce strizzare l'occhio a chi contrasta la medicina popolare a suon di croci celtiche, non ne dubitiamo, ma forse sarebbe il caso di mantenere un più dignitoso silenzio di fronte a progetti come il nostro, evitando di ispirare atti fascisti come quello di questa notte”. Ma la Brigata Soccorso Rosso, “è pronta a raggiungere, come sempre, chi più ne ha bisogno”.