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Controlli polizia su quarantene: in un anno 7.500, 700 le denunce

Non solo sanzioni, in diverse occasioni gli agenti hanno letteralmente salvato la vita ad alcuni cittadini.

Controlli polizia su quarantene: in un anno 7.500, 700 le denunce
Cronaca Milano, 27 Settembre 2021 ore 13:03

Controlli polizia su quarantene: in un anno 7.500, 700 le denunce.

Controlli polizia su quarantene: in un anno 7.500, 700 le denunce

MILANO - Proseguono i controlli delle persone sottoposte a isolamento poiché positive al Covid-19 da parte della Polizia locale: da inizio pandemia ad oggi - fa sapere il Comune - sono stati 26.400 i contatti telefonici per verificare che le persone rispettassero la quarantena e 7.500 i controlli domiciliari, da cui sono scaturiti 70 deferimenti all’Autorità giudiziaria.

Due persone soccorse tra fine agosto e la prima metà di settembre

In diversi casi, inoltre, gli agenti della Polizia locale si sono attivati direttamente in momenti di difficoltà per prestare soccorso. Tra fine agosto e la prima metà del mese, per esempio, grazie al contatto con gli agenti della Polizia locale è stato possibile prestare aiuto a due persone.

La difficile situazione di una signora con un figlio

Nel primo caso, dal colloquio con una cittadina è emersa una situazione di grande difficoltà: la donna non aveva cibo in casa e non sapeva come procurarselo per sé e per il figlio. Gli agenti hanno immediatamente avviato il contatto con "Milano Aiuta", per poi provvedere personalmente, in attesa dell'attivazione del servizio, a portare loro le prime necessità per i primi giorni.

Un 70enne in quarantena domiciliare con difficoltà respiratorie

A metà settembre, invece, grazie alla telefonata a un cittadino di 70 anni, in quarantena domiciliare per positività al Covid, la agente che l'aveva contattato ha scoperto che aveva una saturazione bassa e difficoltà respiratorie. In un primo momento, però, l'uomo non aveva voluto che venisse chiamato il 118, nonostante l'insistenza della agente, dicendo che era in contatto con il proprio medico curante e che in casa con lui era comunque presente la moglie.

La preoccupazione perchè non rispondevano al telefono

Preoccupata dalla situazione riscontrata al telefono, la agente ha dunque deciso di ricontattare l'uomo il giorno seguente, per verificare che stesse bene e non avesse necessitò di aiuto. Né l'uomo né la moglie, però, avevano risposto al telefono e così è stato deciso di inviare una pattuglia con urgenza.

L'intervento della pattuglia

Dopo numerosi tentativi finalmente l'uomo ha risposto al citofono, dicendo di trovarsi in gravi difficoltà respiratorie. Gli agenti hanno dunque immediatamente richiesto l'invio di un'ambulanza: il personale sanitario, una volta constatate le effettive condizioni critiche dell'uomo, ne ha disposto l’immediato trasporto al San Paolo.