Menu
Cerca
"Ora basta"

Continua la protesta dei venditori ambulanti, questa mattina allestiti i banchi al mercato di via Crema

"Non vogliamo infettare nessuno ma non possiamo neanche morire di fame."

Continua la protesta dei venditori ambulanti, questa mattina allestiti i banchi al mercato di via Crema
Cronaca Milano, 09 Aprile 2021 ore 11:28

Già una decina di giorni fa era iniziata la protesta dei venditori ambulanti non alimentari, scesi in piazza perché con la zona rossa sono costretti a rimanere a casa senza poter aprire i propri banchi durante i mercati settimanali. E anche oggi, 9 aprile 2021, alcuni rappresentanti del settore hanno manifestato.

"Non vogliamo infettare nessuno ma non possiamo neanche morire di fame."

La protesta dei venditori ambulanti

"Siamo qui per dimostrare a chi stende i protocolli che riaprire i mercati, le fiere e le sagre in sicurezza è possibile": lo ha detto Giacomo Errico, presidente nazionale Fiva Confcommercio, in occasione dell'agitazione regionale del settore commercio ambulante.

Allestito il mercato nonostante i divieti

Come riporta MiaNews, stamani gli esercenti non alimentari hanno allestito al mercato di via Crema a Milano una cinquantina di bancarelle a fianco di quelle dei colleghi che vendono alimentari, per dimostrare che i mercati all’aperto sono sicuri anche in zona rossa. La merce è stata esposta, ma senza la possibilità di venderla. Sui banchi sono stati affissi dei cartelli che spiegano le ragioni della protesta: "Scientificamente provato: all'aperto i contagi sono pari a zero". Ma alcuni mostrano l'esasperazione dei lavoratori: "Ora basta vogliamo sostegni veri!".

"Non siamo autolesionisti e non vogliamo infettare nessuno - continua Errico - ma non possiamo neanche morire di fame. Abbiamo quindi riaperto, anche se per stamattina non si vende. Con le dovute precauzioni si può lavorare in tutte le fasce di rischio. L'alternativa è fallire: negli ultimo anno è stata ordinata merce che è rimasta invenduta. Non siamo ricche realtà industriali, non ci ha mai dato un euro nessuno. Ma noi non chiediamo l'elemosina, vogliamo solo ricominciare a lavorare. Lunedì o si apre o si apre".
"Le chiusure sono state discriminatorie" spiega Antonio Seradimini, ambulante che da 40 anni vende vestiti, "Noi lavoriamo all'aperto e potremmo benissimo vedere in sicurezza. Non si capisce perché c'è questo paradosso: l'alimentare può aprire e noi no".
"La nostra è una protesta pacifica per farci riaprire", conferma Giuseppe, che da 30 anni vende pigiami e vestiti al mercato, "ormai siamo al collasso e molte piccole attività stanno morendo. Abbiamo fatto degli investimenti a lungo termine e abbiamo bisogno di aprire. Con mascherine, igienizzanti e distanze è possibile".

Guarda la gallery di MiaNews:

5 foto Sfoglia la gallery