Quella notte di aprile la vittima riuscì a salvarsi fuggendo in strada dove fu aiutata dai passanti che chiamarono i soccorsi. La terribile aggressione avvenne in casa, la donna riportò gravi ustioni al petto e all’addome (nella foto il Tribunale di Monza).
Ha tentato di uccidere la compagna dandole fuoco: condannato a 9 anni e 4 mesi
SESTO SAN GIOVANNI – Ha cosparso la compagna di alcol e le ha dato fuoco al culmine di una serata trascorsa insieme in casa. Per quella che il giudice ha definito una brutale aggressione, un 38enne di nazionalità marocchina, Younes El Aslaoui, è stato condannato a nove anni e quattro mesi di reclusione.
Il tentato omicidio nell’appartamento nell’aprile 2025
I fatti risalgono alla notte tra il 27 e il 28 aprile 2025, in un appartamento di via Damiano Chiesa a Sesto San Giovanni, dove l’uomo viveva con la compagna, una donna di nazionalità tunisina, nonostante l’uomo avesse una famiglia nel suo Paese d’origine.
Secondo quanto ricostruito in aula, dopo aver bevuto e ascoltato musica insieme, il 38enne avrebbe assunto un atteggiamento violento. Avrebbe preso una bottiglia contenente alcol, svuotandola sui vestiti della donna, per poi appiccare il fuoco e alimentare le fiamme.
Si salvò fuggendo in strada
La vittima è riuscita a fuggire in strada, dove è stata soccorsa dal 118 e dai carabinieri, che hanno arrestato l’uomo. Trasportata d’urgenza al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, ha riportato ustioni di primo e secondo grado al petto e all’addome.
Le accuse e la sentenza
Il procedimento si è svolto con rito abbreviato davanti al Tribunale di Monza. Il giudice ha riconosciuto le aggravanti del legame affettivo e della premeditazione: l’imputato, infatti, avrebbe annunciato alla compagna di avere una “sorpresa” per lei prima dell’aggressione.
Nel corso delle indagini la donna aveva raccontato: “Mi ha cosparso di alcol i vestiti e mi ha dato fuoco dicendomi che saremmo morti assieme”. Dopo aver appiccato le fiamme, l’uomo le avrebbe anche gettato dell’acqua addosso e tappato la bocca per impedirle di chiedere aiuto.
Condannato a 9 anni e 4 mesi
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 14 anni. Il giudice ha infine inflitto nove anni e quattro mesi di carcere, riconoscendo inoltre una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro a favore della vittima.