Catturata la banda degli sportelli bancomat: ecco come agivano

Diversi anche i colpi messi a segno nel Sud Milano: Buccinasco, Trezzano, Gaggiano, Binasco, Settimo, Peschiera.

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Catturata la banda degli sportelli bancomat: ecco come agivano.

Catturata la banda degli sportelli bancomat: ecco come agivano

BUCCINASCO – La banda agiva con lo stesso metodo: ognuno aveva compiti specifici. Come riporta Giornale dei Navigli (clicca qui per il video della banda), in dieci sono finiti in manette, cinque in carcere e cinque ai domiciliari, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata a furti agli sportelli atm degli istituti di credito di tutta Italia. Per mettere a colpo i segni, utilizzavano una speciale miscela esplosiva che provocava lo sventramento dello sportello e grossi danni alla struttura.

Sequestri preventivi oltre agli arresti

I carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno inoltre eseguito un sequestro preventivo di immobili e un box in provincia di Bologna, città d’origine della maggior parte dei componenti, per un valore complessivo di un milione di euro. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Laura Pedio e dal sostituto procuratore Leonardo Lesti e hanno consentito al Nucleo Investigativo di Milano di individuare tutti i componenti della banda, originari e residenti nel quartiere Pilastro di Bologna, specializzato in assalti notturni agli sportelli bancomat.

73 colpi ai danni di bancomat

Almeno 73 i colpi messi a segno dalla banda, tra febbraio 2017 e aprile 2019 in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, per un bottino di oltre 3.5 milioni di euro. I carabinieri hanno arrestato in flagranza cinque componenti del gruppo, sequestrando complessivamente 4 box, 6 macchine, cellulari, radio, navigatori satellitari, centraline, schede telefoniche, abbigliamento per nascondersi, 90mila euro in contanti e 80 “marmotte”, cioè gli ordigni esplosivi usati per far saltare i bancomat, di cui 15 già innescati, considerate armi da guerra.

La cooperazione internazionale attivata attraverso la Direzione della Divisione Sirene, con gli investigatori del Grupo de Localización de Fugitivos del Cuerpo Nacional de Policía spagnolo, ha consentito di arrestare uno dei capi organizzatori della batteria localizzato in Spagna, precisamente a Benidorm, in Costa Blanca,  dove si era trasferito da circa un anno aprendo un ristorante di cucina italiana.

Accuse anche di ricettazione

Diversi i colpi messi a segno dalla banda, accusata non solo dei furti ai bancomat, fatti saltare con la miscela esplosiva, ma anche di ricettazione di auto di grossa cilindrata usate per gli spostamenti dai garage utilizzati dal gruppo a Milano, Settimo Milanese e Vimodrone. Box in cui veniva fabbricato l’esplosivo per distruggere i distributori. A capo dell’organizzazione c’era Giuseppe Molinelli, 41 anni di Bologna, che organizzava i colpi, decideva gli obiettivi, le tempistiche, la ripartizione dei proventi, organizzava la logistica e persino l’abbigliamento da usare per i colpi.

Sebastiano Corso, anche lui di Bologna, 43 anni, era l’altro capo e organizzatore, reperiva il amteriale per gli assalti e raccoglieva il denaro per le spese, convocava riunioni e decideva la composizione dei gruppi. Gli altri componenti della banda avevano ognuno un ruolo specifico: c’è chi reperiva e gestiva i box, chi “bonificava” le auto usate per i colpi, chi preparava la miscela artigianale da inserire nelle “marmotte”. E ancora gli autisti, gli intestatari fasulli e la manodopera vera e propria.

Molti dei colpi realizzati nel Sud Milano

Diversi anche i colpi messi a segno nel Sud Milano. Il 4 marzo del 2017 la banda aveva fatto esplodere lo sportello in piazza Puccini a Vizzolo Predabissi. Il 18 marzo del 2017 il gruppo criminale è riuscito a rubare circa 87mila euro dai cassetti dello sportello Atm della Banca Carige di piazza San Biagio a Buccinasco, mentre il 25 maggio del 2017 il bersaglio colpito è stato lo sportello della Bpm di via Emilia, sempre a Buccinasco: i ladri sono risuciti a portare via oltre 90mila euro di banconote dopo aver forzato lo sportello con un piede di porco e aver caricato la “marmotta”, innescata con un cavo elettrico.

Pochi mesi dopo, il 19 ottobre del 2017, avevano preso di mira la filiale della Bpm di Gaggiano, in via Carroccio. Con la stessa modalità (piede di porco, inserimento dell’ordigno artigianale e innesco) avevano distrutto il bancomat portando via oltre 50mila euro. Il 18 novembre dello stesso anno, il gruppo si è spostato a Settimo Milanese, portando via alla filiale Intesa Sanpaolo più di 105mila euro.

Il 10 novembre del 2018 passano a Trezzano, sempre all’Intesa Sanpaolo, in via Leonardo da Vinci. Qui, però, il colpo non era riuscito: una macchina della vigilanza privata passata di lì ha costretto il gruppo a darsi alla fuga. A Peschiera Borromeo, l’1 dicembre 2018, hanno rubato quasi 120mila euro alla Bpm di via della Liberazione, sempre con lo stesso metodo. Il 9 marzo del 2019 la banda ha provato a colpire l’Intesa Sanpaolo di via Don Albertario di Binasco, ma la miscela non è esplosa. In totale, dopo oltre 70 colpi, la banda era riuscita a portare via agli istituti di credito oltre 3.5 milioni di euro.

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