più accuse a suo carico

Caso di Fazio, richiesto il giudizio immediato per sveltire il processo

Il giudizio immediato serve per sveltire il processo evitando l'udienza preliminare e riguarda proprio il caso della giovane studentessa.

Caso di Fazio, richiesto il giudizio immediato per sveltire il processo
Cronaca Milano, 02 Agosto 2021 ore 17:24

La Procura di Milano ha chiesto il giudizio immediato per Antonio di Fazio, l'imprenditore 50enne  milanese amministratore dell’azienda Global Farma, nel settore farmaceutico.

Richiesto il giudizio immediato per sveltire il processo

L'uomo è accusato di aver narcotizzato e violentato a Milano una studentessa di 21 anni, attirata a casa sua con la scusa di un colloquio per uno stage.

La richiesta del giudizio immediato, avanzata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, serve per sveltire il processo evitando l'udienza preliminare e riguarda proprio il caso della giovane studentessa. Sono diverse le accuse che ad oggi pendono sul capo di Di Fazio: ci sarebbero almeno altri quattro episodi di violenza, realizzati con lo stesso modus operandi, in aggiunta alle accuse di tentato omicidio avanzate dall'ex moglie dell'uomo, convintasi a parlare dopo aver appreso del suo arresto.

Una decina le chiamate ai carabinieri

Almeno una decina le chiamate ai carabinieri per denunciare gli abusi del 50enne, tutte finite nella rete di Di Fazio, considerato un “moderno Barbablù” dagli inquirenti, un “soggetto pericolosissimo”. Le indagini, partite dalla denuncia di una studentessa di 21 anni della Bocconi, invitata per un progetto lavorativo, drogata e violentata da Di Fazio, proseguono e si arricchiscono di particolari.

Al vaglio delle forze dell’ordine parecchi reperti fotografici

Da una parte ci sono diverse vittime pronte a testimoniare, almeno altre tre sono state sentite dagli inquirenti, altre sono al vaglio. Dall’altra parte, ci sono i reperti fotografici: Di Fazio aveva telefoni e pc pieni di immagini di ragazze seminude e prive di sensi. Un macabro rituale dove immortalava le sue vittime dopo averle stordite con sedativi potenti.