"furti e borseggi"

Allarme borseggiatrici a Milano, ma grazie ai "volontari del metrò" non hanno vita facile

Sono ben vestite, non danno nell'occhio e si muovono solitamente in gruppo: così agiscono indisturbate in metro e nelle stazioni turistiche.

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Il fenomeno delle borseggiatrici e dei furti in metropolitana non è certo una novità, né un fatto tipicamente italiano o milanese. A Milano però è nato un piccolo gruppo di “volontari del metrò” che si occupa di sventare i tentativi di furto che avvengono sottoterra o in stazione, avvisando i passeggeri dei rischi corsi e segnalando le malintenzionate alle competenti autorità. Purtroppo però questo non sempre basta, anzi. Abbiamo intervistato Mattia, che da anni quotidianamente si impegna in questa attività e ci ha raccontato una realtà di cui si parla sempre troppo poco.

Guarda il video dell'ultimo intervento:

Furti e borseggi, una pagina Instagram per denunciare le borseggiatrici di Milano

La pagina “Furti e borseggi” nasce un paio d’anni fa per denunciare tramite e foto e video borseggiatrici e borseggiatori in modo che i passeggeri potessero riconoscerli e di conseguenza tutelarsi da eventuali mani leste. Abbiamo intervistato Mattia, l’ideatore della pagina e il creatore del gruppo che mesi fa si è costituito per salvaguardare la sicurezza in metropolitana e sui treni, per quanto possibile.

In questo post i membri del piccolo gruppo di attivisti anti borseggio si "mostrano" ai social: i visi sono oscurati per evitare di essere riconosciuti (anche se Mattia è un volto ormai noto) proprio da quelle persone che agiscono nell'ombra e che vedendoli potrebbero darsi alla fuga prima di essere fermate.

“Giro nelle stazioni della metro di Milano dal 2016"

Mattia assieme ad altri due ragazzi nel proprio tempo libero gira in metropolitana con l’intento di avvertire i passeggeri della presenza di borseggiatrici nelle zone “calde” di Milano, al fine di scongiurare furti e rapine.

“Giro nelle stazioni della metro di Milano dal 2016, qualche mese fa ho formato assieme ad altri due ragazzi un gruppo che vuole “disturbare” l’operato di questi borseggiatori avvisando i passeggeri di fare attenzione e tenere le borse avanti. Principalmente le vittime e le persone prese di mira sono le anziane, che camminano lentamente, oppure spesso sono turisti con molti bagagli.”

Il modus operandi delle borseggiatrici

Mattia ci ha spiegato come i malviventi solitamente entrano in azione:

“Le donne difficilmente agiscono da sole, sono quasi sempre in gruppo: una si mette davanti alla vittima rallentandola mentre le altre dietro aprono zaini e borse. Spesso si coprono a vicenda con un foulard o una giacca sul braccio per nascondere da occhi indiscreti le operazioni illecite.

Sono stante le borseggiatrici in stato si gravidanza quindi anche quando vengono fermate vengono rilasciate subito dopo e tornano a commettere reati.

E’ invece più probabile vedere gli uomini agire da soli, anche in questo caso però vengono spesso vengono rilasciati quasi subito dopo l'arresto e li rivediamo subito in azione.”

Borseggiatrici sulla metro gialla a Milano

Aggrediti e allontanati

"Ormai ci conoscono quindi spesso quando ci vedono si allontanano. Altre volte invece ci tirano addosso di tutto: acqua, caffè, coca cola, oggetti, addirittura arrivano a sputarci addosso perché compromettiamo i loro piani (come si vede nel video).

Da quando anche Striscia la Notizia si è occupata della questione quando ci vedono scappano uscendo dalle stazioni per paura di essere riprese con le telecamere.

Noi sulla pagina riceviamo molte segnalazioni che interessano anche spazi esterni alla metropolitana, quando possiamo andiamo  sui treni ma sono più difficili da controllare. In metro invece sappiamo dove beccarle, agiscono tra Loreto, Cadorna, fermandosi in Centrale perché  è una zona piena di turisti che spesso portano diverse valige, poi arrivano a San Babila e Duomo. In sostanza le troviamo in tutte fermate che portano in centro dove ci sono affollamenti di persone. Ma, appunto, non rubano solo in metro, altri gruppi operano fuori dai tunnel, come davanti alla Rinascente, in Piazza della Scala, zona Monte Napoleone.”

Borseggiatrici in metro, zona Garibaldi

Ora sono più riconoscibili

Il problema, ci spiega Mattia, è che a differenza di un tempo, quando forse attiravano maggiormente l'attenzione per come erano abbigliati, i ladri ora non li riconosci a prima vista. Sono ben vestiti, curati e pettinati appositamente per non dare nell’occhio.

“Grazie ai servizi di Striscia, alla nostra pagina e a quella di MilanoBellaDaDio con cui collaboriamo ora la gente le riconosce, ma capita comunque spesso che le persone siano distratte. I ladri hanno cambiato il modo di vestirsi, si vestono bene con giacca e camicia, con vestiti di marca ed eleganti.

Sembrano ragazze normali che escono da scuola o tornano dal lavoro ma in realtà sono in metropolitana solo per rubare. E il problema è che non ci sono solo donne, ma anche ragazzine di 12 o 13 anni che seguono quelle più esperte per imparare il mestiere. Sembrano studentesse che escono da scuola, ma a scuola non ci vanno”.

Avete mai provato a parlarci?

Abbiamo chiesto a Mattia se, in questi anni, è mai riuscito a parlare con loro, ad avvicinarle per capire il motivo di queste scelte di vita:

“Io le conosco da tanti anni, ogni tanto si avvicinano e parlano, mi dicono che questo è il loro lavoro. Queste donne vengono mandate in metro, dietro c’è uno sfruttamento da parte dei membri della famiglia che le obbligano a rubare e se non portano a casa i soldi vengono aggredite e picchiata. La maggior parte di loro sono donne di origine nomade, ma come detto prima non oltre alle donne – che sono la maggior parte – c’è anche qualche borseggiatore uomo che agisce solitario”.

Servono più controlli

I ragazzi di "Furti e borseggi", naturalmente, non bastano per tenere al sicuro i passeggeri, né per avvertirli del pericolo:

"In metropolitana servono più controlli da parte di forze dell’ordine e polizia locale: noi ora abbiamo chiesto un incontro con l’Assessore alla sicurezza Granelli e stiamo aspettando una risposta. Servono agenti per reprimere questi reati. I controlli ci sono ma non bastano, bisogna aumentarli e non concentrarli solo sui Green pass.

Perché al di là dei borseggiatori ci sono anche tanti abusivi, gente che scavalca i tornanti senza biglietto come se nulla fosse.

Spesso chi lavora in metropolitana pur vedendo ciò che accade non interviene e non segnala neppure gli avvenimenti. Non ci sono avvisi, non ci sono cartelli per tenere alto l'allarme e l'attenzione dei viaggiatori."

Giordana Liliana Monti

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