Cronaca
Lavorò alla Corte d'Assise di Milano

Addio al magistrato Cusumano: seguì Tangentopoli e i casi Terry Broome e Sergio Ramelli

Il celebre uomo di giustizia è morto nella mattinata di ieri, 2 marzo 2022, all'età di 95 anni.

Addio al magistrato Cusumano: seguì Tangentopoli e i casi Terry Broome e Sergio Ramelli
Cronaca Milano, 03 Marzo 2022 ore 10:56

Addio al giudice Antonino Cusumano, volto noto nelle aule milanesi, che nella mattinata di mercoledì 2 marzo 2022 si è spento all'età di 95 anni. Era stato un protagonista dei grandi processi negli anni delle Brigate Rosse e del processo Ramelli, periodo di fuoco per la giustizia italiana.

Addio al grande magistrato

Nato nel 1927 a Cinisi, nel palermitano, magistrato di lungo corso, Cusumano è stato presidente della Corte d’Assise al tribunale di Milano negli anni del terrorismo e delle Brigate Rosse.

Come riportano i colleghi di Prima Monza, ha condotto molti processi di mafia e fra gli altri anche quello relativo al caso di Terry Broome, l’ex modella diventata omicida in un palazzo della Milano bene nel giugno 1984, e quello sull'omicidio di Sergio Ramelli,  il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 nel cuore degli anni di piombo.

L'arrivo a Monza

Lasciate le aule di tribunale milanesi si è trasferito in quelle di Monza, dove ha guidato la procura negli anni di Tangentopoli e dei suoi numerosi risvolti brianzoli, alla guida di un pool di magistrati che in seguito avrebbero acquisito un altissimo profilo come, tra gli altri, Alessandra Dolci, Walter Mapelli, e Salvatore Bellomo.

"E' stato il procuratore per eccellenza"

Proprio Bellomo appresa la notizia della sua morte lo ha ricordato come:

“Il procuratore per eccellenza, un magistrato in prima linea negli anni di Mani Pulite, delle sanguinose guerre di mafia scatenate dal clan Flachi, uno che non dimenticava mai l’aspetto umano nell’esercizio del diritto”.

I funerali venerdì 4 marzo

I funerali di Cusumano si terranno Venerdì 4 marzo 2022 alle 10.30 nel Duomo di Monza, quella città che era ormai diventata per lui una seconda casa. Il magistrato infatti, in pensione da tempo, aveva scelto di rimanere a Monza per stabilirsi.

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