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30 anni di graffiti al Leoncavallo "cancellati" da una ruspa

"I graffiti che dal 1994 colorano l'intero isolato stanno venendo rasi al suolo per dare spazio all'ennesimo edificio residenziale nella zona" così il centro sociale sui social.

30 anni di graffiti al Leoncavallo "cancellati" da una ruspa
Cronaca Milano, 28 Ottobre 2021 ore 15:45

30 anni di graffiti al Leoncavallo "cancellati" da una ruspa. (immagini MiaNews)

30 anni di graffiti al Leoncavallo "cancellati" da una ruspa

MILANO - Sono iniziati questa mattina i lavori di demolizione dei muri di fronte al centro sociale Leoncavallo di via Watteau. L'intervento è in corso tra via via Watteau, via Lucini e via De Marchi. "I graffiti che dal 1994 colorano l'intero isolato stanno venendo rasi al suolo per dare spazio all'ennesimo edificio residenziale nella zona, in nome del miraggio di una Milano verticale e di conseguenza "superiore" alle necessità delle sue comunità", scrivono sui social i militanti del centro sociale.

Le murate di via Lucini

Via Lucini, infatti, era nota per le 'murate' di street art, luogo anche di happening di street art dove hanno lasciato il segno writer conosciuti come 2501, Nemo, Zed1, Frode, Pao, Nais, Volkswriterz, Irwin, ViperHaze.

Il centro sociale sui social

"Anni e anni (dal 1994) di colori e una sola mattina per tirarli giù. Questa è la verità che si cela dietro parole come riqualificazione e gentrificazione. Il Leoncavallo si trova esattamente tra Nolo, la Maggiolina e Bicocca: da una parte rimbombano continui slogan di cultura, riqualificazione, decoro, e tanti "evviva la gentrificazione!"; dall'altra costruiscono palazzi di extralusso, futuri appartamenti prevalentemente vuoti su cui si fa profitto", prosegue il centro sociale.

"Per costruire, si abbatte. Questo è il risultato della cecità di una città che inneggia al continuo sviluppo economico ed estetico, ad uno sfrenato consumo, con cui maschera i reali bisogni del territorio. Milano nel suo sviluppo da città "cosmopolita" distrugge e dimentica la sua storia, la resetta per iniziare altre narrazioni costruite sul marketing: le vittime non sono solo i muri ma anche chi crede entusiasta alle sue promesse, ai consumatori d'immagini".

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