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operazione "mantide"

20 milioni di euro sequestrati ad una multinazionale per frode fiscale

Decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Milano ed effettuato in mattinata.

Cronaca Milano, 07 Giugno 2021 ore 13:55

20 milioni di euro sequestrati ad una multinazionale per frode fiscale.

20 milioni di euro sequestrati ad una multinazionale per frode fiscale

MILANO - I Finanzieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito stamattina, lunedì 7 giugno 2021, un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Milano nei confronti di una multinazionale operante nel settore dei trasporti e della logistica per un controvalore di oltre 20 milioni di euro, nonché alla notifica di una informazione di garanzia in tema di responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della stessa.

L'operazione "Mantide" della Guardia di Finanza

L'operazione denominata "Mantide" scaturisce dalle risultanze di un’indagine svolta dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Milano unitamente alla contestuale attività ispettiva del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle entrate. Al termine dell’attività investigativa, nel corso della quale sono state eseguite, nelle province di Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia, diverse perquisizioni nei confronti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte, è stata scoperta una complessa frode fiscale caratterizzata dall’utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti, da parte della multinazionale, e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, effettuata in violazione della normativa di settore.

Rapporti di lavoro con la società committente “schermati” da un consorzio

In particolare, ricostruendo la “filiera della manodopera”, è stato rilevato che i rapporti di lavoro con la società committente venivano “schermati” da un consorzio (“società filtro”) che si avvaleva a sua volta di 23 società cooperative (società “serbatoio”), che si avvicendavano nel tempo trasferendo la manodopera dall’una all’altra, omettendo sistematicamente il versamento dell’Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale.

Gli accertamenti di polizia economico-finanziaria hanno inoltre fatto emergere che la multinazionale non ha adeguato il proprio modello organizzativo alla nuova disciplina prevista dal Decreto legge 124/2019 convertito nella Legge 157/2019, che ha ricompreso tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti anche il reato di cui all’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 74/2000 (“Dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per  operazioni inesistenti”).